14/10/2026

UN DETOUR PAR DIANE di Ann Sirot e Raphaël Balboni

Un détour par Diane, vincitore del premio Orizzonti per il miglior film alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è una pellicola dalla sorprendente intelligenza, diretta magistralmente da Ann Sirot e Raphaël Balboni. In 92 minuti affronta la complessità dei legami familiari tra una madre e sua figlia, l’eredità emotiva che condividono e l’elaborazione del trauma, offrendo un'esperienza cinematografica inaspettatamente leggera e profondamente vitale.

Al centro del racconto c'è il teso rapporto tra la giovane Diane e sua madre, interpretate con una straordinaria complicità da Ninon Borsei e Sandrine Blancke. La ragazza scopre che la madre ha subito uno stupro anni prima della sua nascita, un evento che ha inconsapevolmente influenzato le relazioni affettive di entrambe. Tra le due nasce così un conflitto: Diane avverte il bisogno di scavare nella ferita per ottenere giustizia ed esorcizzare l’accaduto, mentre la madre erige difese, mossa dal desiderio di dimenticare e voltare pagina, incapace di comprendere la necessità di elaborare il trauma.

Questo percorso di trasformazione viene amplificato visivamente dalla fotografia di Fiona Braillon, che attinge all’universo visivo di Wes Anderson attraverso l'uso di una palette di colori pastello, conferendo alla pellicola un'ambientazione quasi fiabesca. Questa atmosfera si sposa perfettamente con un umorismo mai banale, venato di sfumature surreali: le battute sferzanti e le situazioni paradossali diventano il mezzo ideale per alleggerire la tensione e trasformare l'ironia in uno strumento di comprensione reciproca.

In conclusione, Un détour par Diane è una storia di guarigione e riconciliazione che lascia nello spettatore un senso di calore, mostrando come una deviazione nel passato sia talvolta l’unica via per ritrovare se stessi e le persone che si amano.

Lavinia Giulia Impiombato