14/10/2026
Oasis: Don’t Look Back in Anger - Il coraggio di perdonarsi
Nato dal fermento suscitato dall’annuncio del tour Oasis Live ’25, il documentario scritto da Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace restituisce tutta la forza del ritorno degli Oasis. Quando attaccano le prime note di Live Forever, una marea umana canta all’unisono: c’è chi ritrova i propri vent’anni, in una nostalgia struggente che fa sentire più vivi che mai, chi scopre quelle canzoni per la prima volta: tutti si riconoscono nelle parole degli Oasis, cantando insieme a squarciagola.
Tra quelle voci che riempiono gli stadi è difficile non pensare a quanto sia stato complicato per Liam e Noel tornare su quel palco. È allora che il film trova la sua dimensione più intima: le luci si abbassano, la musica passa in secondo piano e lo sguardo si sposta nei corridoi e durante le prove. Le telecamere, quasi nascoste, colgono uno sguardo, un’esitazione, un sorriso sfuggito al controllo: emozioni vere, che emergono nei momenti in cui nessuno sembra pensare di essere osservato. Nella prima intervista congiunta dei musicisti dopo tanti anni prende forma una storia che va oltre le hit da classifica: quella di due fratelli che si sono amati, si sono feriti e si sono gridati in faccia tutto il male possibile, davanti agli occhi del mondo intero.
Il documentario non chiede di dimenticare le liti, né pretende che una canzone possa cancellare le ferite, ma racconta il perdono come una scelta lenta e incerta, che comincia quando due persone decidono di ascoltarsi di nuovo. Per questo la loro apparizione alla Mostra del Cinema di Venezia ha emozionato fan e pubblico, in quei momenti non c’era soltanto la felicità di rivedere gli Oasis insieme, ma anche quella di vedere due fratelli riprendere in mano il loro rapporto. Sotto il palco, le persone che cantano sembrano partecipare allo stesso gesto: una canzone amata da generazioni diventa un luogo in cui ritrovarsi.
Alla fine, il titolo smette di essere “soltanto” un ritornello urlato negli stadi e diventa una promessa: Don’t look back in anger: non guardarti indietro con rabbia. Il perdono non è una debolezza, né la resa di chi cancella il passato, è la libertà di portare con sé ciò che è stato senza lasciare che il rancore decida il futuro; è posare le armi e riconoscere che quanto si è costruito insieme può essere più grande delle proprie fratture.
Quando si spengono le luci, non resta addosso il sapore del rimpianto, ma una strana forma di pace: quella di chi ha capito che si può anche cadere, ci si può sbranare, ma finché abbiamo una chitarra da suonare e qualcuno con cui cantare, c’è sempre un buon motivo per ricominciare.
Sara Antiglio e Barbara Sturmar




