06/12/2025
UN FILM FATTO PER BENE di Franco Maresco
Si tratta di una pellicola che racconta l’odissea di un film non concluso, in cui viene utilizzato per tutto il tempo l’espediente narrativo della metacinematografia, cinema dentro il cinema: il regista palermitano sta girando un film dedicato all’uomo di teatro Bene, con protagonista San Giuseppe Desa da Copertino, la cui agiografia viene narrata a Bene da un maestro di scuola.
Le riprese, però, sono destinate a non finire. Maresco è sempre più immerso nelle proprie ossessioni: litiga con la produzione fino a sparire e riprende a girare in autonomia negli studi di una tv locale, con attori improbabili - provenienti in parte da altri suoi lavori, tra cui Ciccio Mira e il critico Francesco Puma (quest’ultimo direttamente dagli inizi di Cinico TV).
Un film che diverte ma stanca, un’idea interessante la cui realizzazione, però, manca della forza di Belluscone e La mafia non è più quella di una volta, della bellezza formale de Il ritorno di Cagliostro.
Ciononostante, vi sono picchi di pura genialità: il tassista che prega, la sequenza in bianco e nero del cimitero arricchita da un voice over del regista stesso, uno sfogo disperato e, seppur sempre ironico, toccante.
Il finale, aereo e onirico, sembra ricalcare quello de Il dottor Stranamore di Kubrick, anche per via del brano musicale utilizzato. Dell’ammirazione per il cineasta newyorkese Maresco non ha mai fatto mistero, ma in questo film - dove emerge una bizzarra somiglianza nella fisionomia e negli atteggiamenti - Kubrick viene “inglobato” da Maresco stesso senza essere mai esplicitamente citato.
Tutta l’opera è basata su un patto: il regista propone situazioni estreme, alcune vere, altre certamente messe in scena, complici sono critici, produttori, personalità dell’industria cinematografica. Sta allo spettatore decidere come interpretare, con che spirito vedere il film: la voce di Maresco rimane unica e riconoscibile nel panorama italiano, sebbene, purtroppo, non abbia più la stessa potenza scioccante e apocalittica di qualche anno fa.
Isabella V. Fleri





