01/10/2026
LA RAGAZZA CON LA LEICA di Alina Marazzi
Tratto dall’omonimo libro di Helena Janeczek (Premio Strega 2018), La ragazza con la Leica di Alina Marazzi ha aperto con successo la sezione Orizzonti dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia: il film rende giustizia anche sul grande schermo alla figura di Gerda Taro, giovane e talentuosa fotoreporter morta sul fronte della guerra civile spagnola a soli 26 anni.
Come promette il titolo, Gerda è la vera protagonista: non solo del proprio destino, ma anche della Storia con la “S” maiuscola, che ha voluto guardare da vicino, documentare e raccontare attraverso l’obiettivo. E la Leica, strumento utilizzato per sopravvivere nella Parigi degli anni ’30, dopo la fuga dalla Germania nazista, diventa per Gerda un’arma di denuncia e di lotta, il senso della sua stessa vita.
Affascinante e magnetica, capace di attrarre diversi uomini, ma fedele solo a se stessa e ai suoi ideali politici: dal primo fidanzato Georg, all’eterno e follemente innamorato “Bassotto”, fino a Endre Friedmann, il noto Robert Capa – Gerda non si lega mai davvero a qualcuno, perché sente molto più forte dentro di sé l’urgenza di vedere e testimoniare.
La giovane attrice Emilia Schüle interpreta Gerda con energia e vivacità - un’esuberanza a tratti quasi sopra le righe - incarnando uno spirito libero che attraversa con spensieratezza e voglia di vivere l’esistenza di tutti coloro che incrociano il suo cammino.
Il film ci conduce nella storia attraverso flashback continui e un’alternanza emozionante di finzione scenica a colori e fotografie d’archivio in bianco e nero, con l’inserto al rallenty dell’unico filmato reale esistente che ritrae la vera Gerda con la Leica al collo, al Congresso degli scrittori del 1937 a Valencia. Appare poi anche la misteriosa valigia, nella quale nel 1995 verranno ritrovati a Città del Messico i negativi di Gerda – insieme agli scatti di Capa e alle fotografie per molto tempo attribuite erroneamente a quest’ultimo: una scoperta che contribuirà a restituire alla storia il ruolo della pioniera del fotogiornalismo di guerra.
Una storia tutta al femminile, assolutamente da vedere, con una protagonista capace di stregare anche lo spettatore, ricordandogli che non si può far finta di non vedere… e facendo sperare, fino all’ultimo, in un finale diverso.
Rossella Zanni




