23/09/2026
WOMAN UNKNOWN di May el-Toukhy
Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy vince il Leone d’oro a Venezia con una storia che mette a nudo l’impotenza di una donna costretta a scendere a patti con il proprio passato. Marie, all’indomani della cacciata dei tedeschi, lavora come bambinaia nella casa di un vedovo proprietario di una fabbrica di guanti. La donna sta per sposare il ricco industriale, nonostante svolga ancora il ruolo di cameriera e nasconda un passato ambiguo. Ma si occupa amorevolmente della bambina e del neonato della sua vicina; una donna libera e non più giovane, con un bambino piccolo che sta tirando su da sola.
Un giorno mentre sta per raggiungere il sarto che dovrà sistemarle l’abito da sposa, peraltro già appartenuto alla ex moglie dell’industriale, incontra casualmente un ragazzo dei tempi della scuola che la invita a bere in un locale. Marie lo segue malvolentieri e alla prima occasione fugge, dimenticando inavvertitamente il prezioso pacco con l’abito da sposa. Il ragazzo, che vive in miseria, la rintraccia e comincia ricattarla minacciando di rivelare la sua passata frequentazione con un tedesco.
Marie ruba un anello e lo impegna per pagarlo, ma finisce ugualmente per essere umiliata dall’uomo. Nel frattempo, sul portone di casa compare una svastica e le voci su Marie cominciano a girare tra la servitù. Marie, allertata dal suo futuro sposo che non vuole scandali, riesce a salvarsi incolpando di collaborazionismo la sua vicina che nell’atmosfera di caccia alle streghe che segue i giorni della liberazione, si presta perfettamente a divenire il nuovo capro espiatorio. L’ultima inquadratura che ritrae i due sposi il giorno delle nozze ha l’eloquenza di un epitaffio.
Sarah Revoltella




