06/12/2025

JAY KELLY di Noah Baumbach

Noah Baumbach (New York, 1969) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico portato a raccontare nei suoi film storie con famiglie (spesso intellettuali) disunite, figli in crisi, rapporti contrastanti tra parenti, osservati nella loro malinconia, talvolta venate da un leggero umorismo.

Alla Mostra del Cinema di Venezia lo ricordiamo per i suoi precedenti lavori in concorso come “Storia di un matrimonio” (2019) e “Rumore bianco” (2022). Anche il suo quattordicesimo film dal titolo “Jay Kelly” è stato inserito nella selezione ufficiale di Venezia 82 e racconta la storia di una famosa star hollywoodiana, alter-ego di George Clooney (da lui interpretato con la sua consueta gigioneria) che ormai all’apice del successo e sulla soglia dei sessant’anni, con qualche ruga e i capelli un po’ ingrigiti, incomincerà a riflettere sulla propria vita.

Il motivo glielo fornirà l’incontro-scontro con un suo ex compagno di scuola di recitazione ripensando al tempo del loro primo provino, che aveva segnato il fallimento di uno e il successo dell’altro. Un altro motivo saranno le sue figlie, che lui ha trascurato per la propria carriera artistica; una è diventata maestra d’asilo e si tiene ben distante da lui mentre la più giovane, prima di iniziare l’università, è in procinto di fare un viaggio per l’Europa con il suo ragazzo.

Alla vita di Jay Kelly sono legati a filo doppio anche il suo efficiente staff: il manager e amico Ron (Adam Sandler) che ha sacrificato la sua vita privata famigliare per fargli quasi da badante ed è quasi arrivato al culmine dello stress, e poi Phoebe (Laura Dern) la sua addetta stampa che in passato aveva avuto un flirt proprio con Ron. Con la scusa di andare a ritirare un premio in Toscana e presenziare a un evento in suo onore, Kelly inseguirà sua figlia portandosi dietro i suoi collaboratori.

Sarà un viaggio prima in aereo e poi in treno per il vecchio continente, denso di imprevisti, incontri divertenti e riflessioni sul cinema, sulle rivalità tra divi, sulle cose importanti della vita, sul tempo che passa e i rimpianti sull’amicizia e sulla famiglia. Baumbach dirige con mano lieve il materiale e gli attori ed esprime questi argomenti - con dialoghi a volte taglienti - facendo sorridere e anche un po’ commuovere. Soprattutto utilizza Clooney che si diverte a interpretare il suo ruolo con molta naturalezza, come quando fa in tv la pubblicità di una nota marca di caffè. Il film è prodotto da Netflix.

Andrea Curcione