06/12/2025
HIEDRA di Ana Cristina Barragan
Trascorre le sue giornate sotto l’incombenza del tempo che scorre, aiutando persone anziane e osservando da lontano i ragazzini di una casa-famiglia giocare all’aria aperta. Proprio uno di questi, Julio, si rivela poi - in un graduale e avvincente climax di intimità tra i due - il figlio avuto in adolescenza. L'aspetto fisico di entrambi non suggerirebbe una tale parentela, al punto che quella tra lei e i ragazzi sembra una relazione fra pari. Non è un caso: man mano che la vicenda evolve, ci si rende conto che il ragazzo, vittima di un’infanzia tutt'altro che semplice, ha sviluppato una maturità atipica per la sua età. D’altra parte, la giovane donna è come imprigionata nella figura di sé adolescente e necessita di una relazione praticamente fraterna col figlio.
La solitudine in cui è caduta la rende quasi “pazza” agli occhi di Julio, ancor di più nei giorni in cui il ragazzo non è ancora consapevole della verità. Non si fraintenda quanto scritto: l’intento della regista non è assolutamente quello di puntare il dito verso la madre né evidenziare uno stato di sofferenza assoluta del figlio, tutt’altro. Il ragazzo si è creato duramente una “famiglia” con i suoi compagni di infanzia, motivo per cui l’idea della separazione, per quanto giustificata, non può che spaventarlo inizialmente. D’altra parte, Azucena vede in Julio la possibilità di ristabilire una relazione profonda quasi disperata, nonché l’occasione di recuperare l’innocenza di un’età che non le appartiene più.
Oltre alla sensibilità della regista, ciò che traspare dal film è anche un’attenzione massima alla mimica e alla teatralità dei personaggi. “Hiedra” potrebbe - senza alcuna esagerazione - accantonare i dialoghi senza perdere in termini di potenza espressiva, tanto è forte la componente non verbale delle scene.
Questi aspetti, unitamente alle riflessioni di natura psicologica che oltrepassano i confini del Paese in cui la storia è ambientata, rendono “Hiedra” un film delicato e pesante al tempo stesso, una vicenda originale e con tutte le carte in regola per essere apprezzata dalla critica.
Giacomo Pucillo





