17/11/2025
THE LAST VIKING di Anders Thomas Jensen
Inizia così da parte di Anker la ricerca del bottino che giace sepolto in un punto imprecisato nel bosco della vecchia casa abbandonata di famiglia, ma ancor di più nei meandri della mente di Manfred il quale, non riconoscendosi più come tale, tenta il suicidio ogni volta che si sente chiamare con il suo nome. Anker, seguendo le direttive di un sedicente psichiatra (che si rivelerà in realtà un malato fuggito dallo stesso ospedale che ospitava Manfred) arriverà a “ricostruire” in maniera fittizia l’intera band dei Beatles per far sì che il fratello raggiunga una sorta di transfert, con il recupero dell’identità, propedeutico al ritrovamento del bottino.
In realtà Manfred farà molto di più, costringendo il fratello Anker a ripercorre la loro infanzia traumatica e approdando ad una presa di coscienza ben più profonda e radicale. Il film che si rivela in tutti gli aspetti un meccanismo ben congegnato induce lo spettatore a simpatizzare con Manfred permettendogli di calarsi nel climax grottesco della vicenda, senza perdere di vista le tematiche sensibili e delicate del racconto. La stessa figura del falso psichiatra che propone di curare Manfred appoggiando il suo delirio, attiva una sorta di cortocircuito nello spettatore, denunciando l’evanescenza dei confini tra ciò che viene percepito come reale e irreale.
Sarah Revoltella





