17/11/2025

SOTTO LE NUVOLE di Gianfranco Rosi

“Il Vesuvio è la fabbrica delle nuvole del mondo”. Questa citazione di Jean Cocteau è posta all’inizio del documentario presentato in concorso a Venezia.82 “Sotto le nuvole”, ultimo lavoro del regista e documentarista Gianfranco Rosi (Asmara, 1963) dedicato alla città di Napoli e al suo golfo, sopra al quale si erge il maestoso vulcano. Il regista è di casa alla Mostra di Venezia, dove ha presentato il suo primo documentario nel 2008 a Orizzonti: “Below Sea Level”, poi “El Sicario – Room 164” nel 2010, Con “Sacro GRA”, vince il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema del 2013 (prima volta di un documentario presentato nella selezione ufficiale) e ancora “Notturno” nel 2020. Rosi in questo ultimo suo lavoro utilizza il metodo del montaggio di “Sacro GRA” per far parlare le immagini attraverso alcuni scenari discontinui: il racconto delle continue scosse telluriche dovute al bradisismo nei Campi Flegrei fatto al telefono dai preoccupati abitanti della zona al centralino dei Vigili del Fuoco; un colto signore napoletano che ospita nei suoi locali in un rione una sorta di biblioteca dove i ragazzi vanno a studiare e a ricevere ripetizioni sulle materie scolastiche; degli studiosi giapponesi di archeologia a Pompei, un’escursione guidata con i carabinieri e il prefetto nei cunicoli sotto Napoli e dintorni, scoperti e saccheggiati dai tombaroli.

Un’altra visita è nei locali più segreti del museo archeologico dove sono ammassati moltissimi busti e manufatti in marmo di epoca romana, di difficile catalogazione; e infine due marinai siriani che vivono a bordo di una nave che trasporta cereali, ormeggiata nel porto di Napoli, osservati mentre si mettono in contatto via cellulare con i loro famigliari. Protagonista è soprattutto il Vesuvio, le fumarole, il pericolo che incombe sulla città nel caso di un suo risveglio. Ci sono voluti tra anni di lavorazione per questo documentario girato tra il giorno e la sera, con il sole e il tempo nuvoloso tra le pendici del cratere, Napoli, Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, e i percorsi della Circumvesuviana. Un lavoro realizzato soprattutto in co-produzione con Rai Cinema, ripreso in un meraviglioso bianco e nero; un voluto controsenso, se si parla di una città dalle mille sfumature che, come diceva Pino Daniele in una sua celebre canzone è “di mille colori”. Il lavoro è reso con professionalità, nulla da eccepire, ma non offre niente di più di quello che già si conosce sul panorama e i suoi abitanti. Il film ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria a Venezia 82.

Andrea Curcione