30/09/2025

L’ISOLA DI ANDREA di Antonio Capuano

Con L’isola di Andrea, presentato fuori concorso a Venezia 82, Antonio Capuano propone un’opera intensa che esplora la dinamica del divorzio fra due genitori, accendendo i riflettori sul dolore dell’unico figlio Andrea, vittima collaterale della loro rottura. La storia si snoda attraverso l’interminabile serie di incontri con psicologi e magistrati cui Marta e Guido, interpretati da Teresa Saponangelo e Vinicio Marchioni, devono sottoporsi ai fini di stabilire i termini dell’affidamento del figlio. Prima da soli, poi con Andrea, infine tutti e tre insieme, nella stanza spoglia di un tribunale ricostruiscono la loro relazione, dal primo incontro fino alla comparsa di quelle crepe che, pian piano, l’hanno fatta andare in mille pezzi. Entrambi rincorrono affannosamente l’obiettivo di aggiudicarsi più tempo dell’altro con il bambino, nella convinzione di essere il genitore più meritevole del suo amore. Da parte sua, Andrea si sottrae a questo gioco di contesa: ai colloqui rimane in silenzio, sfugge alle domande e tenta di scappare. Quell’isola richiamata nel titolo ed evocata tramite la canzone di Bennato è la zona franca che il bambino tenta in ogni modo di ritagliarsi, trincerandosi dietro un ostinato silenzio, durante la guerra fino all’ultimo sangue dei genitori. La trama lineare e introspettiva, che inizialmente conferisce al film un ritmo troppo lento, viene movimentata da una regia dinamica e creativa. Tramite primi piani e riprese a mano libera, Capuano dirige un viaggio nei meandri della mente di Marta e Guido, mettendo a nudo le loro idiosincrasie, le loro fragilità e le loro paure. A creare un senso di complicità tra spettatore e personaggi contribuisce anche l’espediente narrativo della rottura della quarta parete: non mancano, infatti, scene in cui Saponangelo e Marchioni guardano in camera o si rivolgono direttamente allo spettatore. Realtà e fantasia si mescolano fino a creare una dimensione onirica in cui i disegni di Andrea escono dal foglio bianco e prendono vita, assieme ai pensieri di Guido e Marta. Rappresentando con un linguaggio cinematografico unico una vicenda al giorno d’oggi ordinaria, L’isola di Andrea evidenzia l’incapacità degli adulti di riconoscere la sofferenza negli occhi di un bambino. Silvia Strisciuglio