30/09/2025
ORFEO di Virgilio Villoresi
Fin da bambino Orfeo è profondamente incuriosito dalla villa abbandonata davanti a casa sua e passa il suo tempo ad immaginare storie.
Una volta adulto diventa un pianista trasognante e, durante una delle sue serate, incrocia lo sguardo con una ragazza, Eura, e i due sono colti da un colpo di fulmine. I due iniziano a vivere in una vera e propria favola, che, però, dura ben poco perché la ragazza tutto d’un tratto scompare senza lasciare alcuna traccia di sé. Orfeo si strugge dal dolore e non riesce a darsi una spiegazione, ma poi un giorno vede Eura stessa varcare la porta di quella stessa villa in via Saturnia che per anni aveva stuzzicato la sua mente.
La segue ed inizia così un viaggio in un aldilà che non ha fattezza dantesche, bensì da un viaggio da LSD. Tra Melusine, parate di scheletri e la Giacca, un demone che momentaneamente prende possesso del corpo del pianista per rivivere i propri ricordi, Orfeo riesce a ritrovare la sua Euridice. È su un treno in partenza e solo alle ore 12 si aprirà un varco che permetterà ad entrambi di ritornare nel mondo terreno. Ma Orfeo si risveglierà sull’uscio di quell’edificio che tanto l’ha incuriosito con solo l’anello di Eura tra le mani.
La pellicola disegna una vera e propria realtà onirica quasi alla Alice nel paese delle meraviglie. La pellicola è un omaggio alla prima graphic novel italiana di Dino Buzzati, Poema a fumetti. L’ispirazione è chiara coi giochi di luce espressionistici, oppure anche la presenza di riflessi su vetrate e specchi, elemento focale in alcune scene. Ma non ci si dimentichi di rilevare degli elementi quali il design dei personaggi animati, i costumi e le scenografie interamente costruite a mano, che costituiscono sicuramente oggetto di vanto e di pregio del film.
Sofia Palmeri





