Venezia 83, un’edizione di grande livello

Sono cinque i film in concorso per l’Italia alla Mostra del Cinema 2026

Anche quest’anno la Mostra del Cinema di Venezia presenta un cartellone importante, ricco di opere interessanti e di presenze significative, ma soprattutto con autori di tante nazioni per una Mostra con uno sguardo sempre più internazionale. Oltre alla tradizionale sezione in concorso, anche con nomi prestigiosi, c’è la sezione dei fuori concorso (che quest’anno si chiama Venice Open), poi quella ormai consueta denominata Orizzonti. Inoltre, c’è la recente sezione Venezia Spotlight e poi Venezia Classici, Venezia College e la sezione Venezia Immersive con le proiezioni che si svolgeranno all’Isola del Lazzaretto vecchio. Saranno presenti, infine, come di consueto, le due sezioni autonome delle Giornate degli Autori e della Settimana della Critica.

In concorso per il Leone d’Oro 2026 ci saranno anche 5 film italiani. Nella selezione ufficiale di Venezia 82, infatti, sono stati inseriti, Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, L’estranea di Paolo Strippoli, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis e Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis.
Certamente il lavoro più atteso è l’ultima fatica di Nanni Moretti Succederà questa notte con LouisGarrel, Jasmine Trinca ed Angela Finocchiaro. La trama è top secret, ma così si è espresso il regista.
“Leggendo i racconti di Eshkol Nevo quello che mi ha colpito subito è stata la precisione con cui sono descritte le relazioni e la profondità dei sentimenti. Sono storie che parlano di amori, incontri e abbandoni, ma anche di genitori e figli adulti e di tutti quei legami che ci accompagnano, in modo più o meno silenzioso, per tutta la vita. L’unità di temi e la carica emotiva che da lettore avevo percepito nei racconti mi hanno spinto a immaginare che se ne potesse trarre un film, costruire una trama unitaria. Con le sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella abbiamo iniziato a selezionare i racconti che ci avevano maggiormente colpito. Da alcuni abbiamo preso una relazione, da altri dei personaggi, ma in qualche caso abbiamo tenuto solo un’immagine. Oltre all’intensità dei sentimenti, nei racconti è molto forte il senso del tempo e delle occasioni. Da questo è nata la voglia di raccontare una storia d’amore, ma una storia d’amore in cui una donna e un uomo si incontrano sempre nel momento sbagliato”.

C’è attesa anche per Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis che è un’ideale o possibile continuazione di un suo film del 1999 Garage Olimpo sul tema dei desaparecidos in Argentina.
Stavolta il film è ambientato nella Buenos Aires del 2008. Dopo trentatré anni trascorsi in Italia, Mariano Guerra torna in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. Insieme ad altri sopravvissuti è ospitato negli alloggi del Ministero della Giustizia, dove ritrova persone che hanno condiviso la prigionia e attende il giorno della sua deposizione.
Le giornate trascorse con gli altri testimoni, gli incontri e le testimonianze riportano alla luce vicende rimaste in sospeso per decenni. Mariano è uno dei pochi sopravvissuti a quella tragedia e porta con sé un peso che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires lo costringe a confrontarsi con ciò che significa essere rimasto vivo”.

Da segnalare anche il film di Andrea Pallaoro The Echo Chamber interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Il film di Pallaoro realizza una sceneggiatura inedita di Bernardo Bertolucci che racconta una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi.
I due protagonisti, Leo e Anne, si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona una voce che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

A contendere il premio più prestigioso alle opere italiane ci saranno molti autori importanti a partire dal Leone d’oro alla carriera dell’anno scorso Werner Herzog con il suo Bucking Fastard e poi Nelson San del regista cult giapponese Shinya Tsukamoto, Bunker di Florian Zeller con Penelope Cruz e Javier Bardem, il film di apertura Ink di Danny Boole (il regista di The Millionaire).
Da segnalare due film “politici”, il primo Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor girato di notte a Tel Aviv e parla delle tragedie che si stanno svolgendo a Gaza, il secondo Dau di Ilya Khrzhanovsky, è lunghissimo film russo (3 ore e un quarto). Un’opera ispirata alla vita dei fisici sovietici che crearono la bomba atomica ed è ambientato dal 1928 al 1968. Dau è insieme il ritratto intimo di un uomo e l’affresco monumentale di una società plasmata dalla violenza e dall’ideologia.  

Alessandro Cuk