10/12/2020

City Hall di Frederick Wiseman

City Hall, monumentale ultima opera di colui oggi considerato il più grande documentarista vivente, quel Frederick Wiseman autore del bellissimo Ex Libris-The New York City Public Library che mi entusiasmò nell'edizione del festival del 2017, anche qui non delude, e lascia scorrere come acqua limpida i 270 minuti di durata, con una descrizione appassionata e coraggiosa di ogni sfumatura della vita amministrativa della città di Boston, le cui immagini fotografate con una luce da lasciar senza fiato, si intervallano agli ambienti chiusi, teatro delle convention, dei briefing, delle voci corali degli abitanti alle assemblee, sia dentro che fuori da quel Municipio, quella sede amministrativa cui spetta la gestione di uno spazio comune. Il tutto legato dal personaggio principale, interprete di se stesso, il sindaco in carica della città di Boston, quel Marty Walsh la cui famiglia immigrata irlandese lo rende umanamente così vicino ai suoi cittadini, a quel melting pot di cui si rende quotidianamente, orgogliosamente, autenticamente portavoce appassionato.

Proiettato in anteprima Fuori Concorso all'ultima edizione del Festival di Venezia, è stato introdotto da un filmato di pochi minuti dove il regista e montatore si è dichiarato dispiaciuto per non essere stato presente di persona alla proiezione, per ragioni di salute (afferma scherzosamente "ho 90 anni e il mio medico sostiene che il virus ama in particolar modo quelli della mia età" suscitando una risata collettiva nel  pubblico presente) e spiega poi che effettuare riprese nella città di Boston è stato un lavoro lungo e difficile, essendo la città suddivisa in circa 50 quartieri, dei quali una quindicina descritti nel film, e che ha richiesto più di 4 ore di girato, che a malincuore ha dovuto tagliare per il montaggio finale di questa versione "breve" (altra divertita reazione collettiva del pubblico). L'ironia è senz'altro una caratteristica predominante del suo carattere, ma ci vuole anche  un talento non comune nel saper divulgare con tanta efficacia e senza un attimo di noia una quantità così enciclopedica di informazioni e di tracciati di vite vissute, in una perfetta corrispondenza tra forma e contenuto.

Silvia Anastasio