12/10/2020

Greta di Nathan Grossman

Il documentario sulla genesi e l'ascesa politica dell'attivista sedicenne Greta Thunberg, diretto dal regista svedese Nathan Grossman, descrive l'avvincente percorso di un'adolescente che decide di dedicarsi totalmente alla nobile causa del cambiamento climatico. Il regista ripercorre le prime  tappe che portano Greta ad avviare lo sciopero di fronte al parlamento svedese, evidenziando l'aspetto "fai da te" di un'iniziativa che otterrà un esito insperato; innescando una serie di reazioni mediatiche che la faranno rapidamente assurgere al ruolo di paladina dell'ambiente.

Il documentario analizza l'intimità della ragazza che ha tutte le caratteristiche, dalla sindrome di Asperger  all'intelligenza precoce, al fisico acerbo, per incarnare presso i suoi giovani fan il ruolo di intellettuale in erba e paladina dell'ambiente ante litteram. La MDP fruga nel suo mondo privato mostrandoci una famiglia da subito solidale che decide di appoggiare la ragazzina, assecondandola senza remore e permettendole di emergere.
La figura del padre che la segue in ogni dove, infliggendosi anche la perigliosa traversata oceanica, mentre la madre si occupa dell'altra sorella, evidenzia una comunanza di obbiettivi che non può che rivelarsi vincente. E così quando Greta parlerà alle Nazioni Unite con la sua camicia rosa non potrà che essere convincente in un contesto che di fatto non ha proposto nessun atto concreto per scongiurare il disgelo del Polo sud. L'unica frase critica, pronunciata da Putin all'interno del documentario, fa trapelare il messaggio che "qualcuno dovrebbe spiegare a quella ragazzina che la situazione non è così semplice da risolvere" risuonando come un monito tra la pletora dei consensi sollevati da Greta.

Il problema è stato posto, ma la strategia per una concreta messa in pratica dei correttivi non è così facile da individuare. I bagni di folla adolescenziale inaugurati da Greta sono stati "provvidenzialmente" scongiurati dalle misure restrittive del Covid e il tumulto di Greta dovrà strutturarsi in maniera più efficace per non rischiare di sparire nell'ennesimo bagno di folla un po' alla moda. La lampada è stata accesa, ma è da capire quanto tempo ci vorrà prima che venga concretamente posta "in cima al moggio".

Sarah Revoltella