01/12/2019

IL PIANETA IN MARE di Andrea Segre

Il 43enne regista e documentarista veneziano di Dolo Andrea Segre (“Io sono Li” del 2011 presentato a Venezia alle Giornate degli Autori; “La prima neve”, presentato Fuori Concorso a Venezia nel 2013) ha portato a Venezia, Fuori Concorso, il suo ultimo lavoro, scritto insieme al sociologo Gianfranco Bettin, dedicato all’area di Porto Marghera, a pochi passi dal cuore di Venezia. Una zona chimico-industriale vista con uno sguardo al presente, di quello che è stato, e di quello che sarà.

Nel documentario voci e storie raccontano quel luogo realizzato nella sua modernità dal conte Volpi agli inizi del Novecento come porto industriale, là dove una volta “gh’era el mar”. Ecco allora le testimonianze di chi ha lavorato negli impianti chimici come la Vinyls, dove Nicoletta Zago, e altri come lei che hanno visto le attività chiudere e perdere il posto di lavoro. Oppure gli operai rumeni, del Bangladesh che lavorano a fianco degli italiani del sud che costruiscono le grandi navi alla Fincantieri. Ed ancora i giovani manager rampanti, col cellulare sempre acceso del terziario avanzato che hanno i loro uffici presso la moderna struttura del Vega.

E poi ci sono i pescatori di “caparozzoli” nelle acque della laguna con gli stivaloni affondati nei fondi melmosi del canale vicino al Ponte della Libertà. E per concludere, l’immagine della signora Viola Bovo, che gestisce una trattoria alle porte dei cantieri di Marghera, testimone dei cambiamenti della clientela nel suo locale. La signora organizza delle cene danzanti con karaoke per tirare su un po’ di anziani del posto e tira ancora avanti con gli operai e i camionisti che adesso mangiano una sola volta al giorno perché soldi ce ne sono pochi.

Il regista Segre documenta con immagini nitide il cambiamento di un mondo costretto a un declino e pone una domanda che molti lavoratori e abitanti della zona si fanno: “E adesso?” Adesso che il Petrolchimico non è più la città degli operai, quella dove una volta il mitico Capannone, teatro di tante battaglie sindacali, ormai è desolatamente vuoto? Che ne sarà di Porto Marghera e delle sue fabbriche? 

Andrea Curcione