24/09/2019

Il sindaco del Rione Sanità  di Mario Martone

“Un uomo è un uomo quando capisce che è il momento di fare marcia indietro e la fa”. Era il 1960 quando al Teatro Quirino di Roma andava in scena Il sindaco del rione Sanità, commedia in tre atti scritta e interpretata da Eduardo De Filippo. Il resto è storia.

Siamo a Napoli, nello specifico nel rione Sanità di cui Antonio Barracano, Don Antonio Barracano è “u sinnicu”, colui che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato perché “chi tiene santi va in paradiso e chi non li tiene va da Don Antonio”. E questo lo sa bene Rafiluccio Santaniello che si reca dal sindaco perché deciso ad uccidere il padre, un fornaio che negli anni ha fatto fortuna, un lavoratore onesto, come ama definirsi lui stesso.

Un plot immortale quello che De Filippo compone e le cui parole, grazie all’opera di Mario Martone, riecheggiano forti sullo schermo cinematografico permettendo allo spettatore di essere li, nella villa sfarzosa di don Antonio dalla quale si vede il Vesuvio. Un posto in prima fila quindi per sentirsi subito coinvolti in quello che apparentemente sembrerebbe un microcosmo, ma che in realtà non lo è e, nel quale, non è sempre facile distinguere tra il bene e il male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Mario Martone riadatta l’opera del grande Edoardo, mantenendola nella sua purezza, ma riuscendo comunque a trasportarla ai nostri giorni senza far percepire i suoi 58 anni (portati benissimo!) anzi, ridandole nuova vita grazie all’adattamento cinematografico. Dalla regia passando attraverso il montaggio e la fotografia sino al cast, tutto è orchestrato in maniera magistrale e funzionale al racconto con un punto di vista contemporaneo. Difficile dimenticare i volti espressivi e la forza di una lingua come quella napoletana attraverso l’interpretazione di Francesco di Leva, Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco che riescono a dare nuova vita a dei personaggi fortemente caratterizzati e caratterizzanti.

Un ritorno importante dunque per Mario Martone che, a un anno di distanza dal suo Capri Revolution, ritorna al Lido con la messinscena di una delle opere teatrali di De Filippo, plasmandola con il contesto storico e sociale del ventunesimo secolo ma non perdendo mai quei temi universali che si celano dietro le vicende private degli abitanti del rione Sanità come la lealtà, l’onore e il rispetto. Non rimane altro che riflettere sul testo di questa splendida opera e dopo porsi una domanda fondamentale: perché è ancora così attuale? Forse Don Antonio Barracano avrà una soluzione anche a questo quesito.

Giulia Sterrantino