02/10/2019

Corpus Christi di Jan Komasa

“Corpus Christi” è l'originale film polacco della Settimana della Critica presentato a Venezia nel corso della 57. Mostra del Cinema del regista Jan Komasa.
Il film racconta la storia del giovane Daniel che vive in un riformatorio e ha come unico amico il prete del carcere Lukasz Simlat, un uomo di larghe vedute. Il ragazzo che esce per andare a fare un'esperienza nel laboratorio di un piccolo villaggio polacco, conosce una ragazza e decide di farsi passare per il nuovo parroco.

Grazie al travestimento da prete sottratto del carcere, comincia a fingere la nuova professione, confessando e celebrando la messa. (E' arguto il passaggio nel quale studia le formule della cerimonia avvalendosi di internet sul telefonino). La nuova ondata di freschezza ravviva la fede nel villaggio che è stato vittima di un disastroso incidente nel corso del quale hanno perso la vita sei persone.

Il giovane comincia ad ascoltare le discordanti versioni sull'accaduto e si fa un'idea sulla dinamica degli eventi per la quale non esistono innocenti e colpevoli. Nel frattempo i fedeli, affascinati dal giovane parroco, cominciano a tornare a messa e ad affollare i banchi della chiesa.

Daniel non si ferma e travolto dall'entusiasmo che il suo nuovo ruolo gli conferisce, propone anche alcune pratiche di gruppo per alleggerire la tensione imparate negli anni di carcere. Tutto sembra volgere al meglio fino a che un compagno di cella capita per caso nel villaggio e lo comincia a ricattare.
Daniel, non si presta al ricatto e alla fine sarà raggiunto dal prete del carcere, decidendo di confessarsi apertamente, prendendosi le sue responsabilità di fronte ai fedeli attoniti. Il villaggio alla fine verrà messo a soqquadro da Daniel che metterà a nudo tutta l'ipocrisia della piccola comunità.

Il film si interroga con intelligenza sui principi della fede, aprendo un quesito sul tema della gerarchia del gruppo e sulla comunicazione e della interdipendenza tra la parola umana e divina.

Sarah Revoltella