24/09/2019

The Painted Bird  di Nabarvené Ptàce

“The Painted Bird, lungometraggio ceco, tratto dall’omonimo romanzo di Jerzy Kosinski, è la prima pellicola prodotta in lingua interslava presentata all’interno del concorso principale di Venezia 76. Fin dal primo minuto si presenta agli occhi degli spettatori mediante la mancanza di colore, dunque con scene in bianco e nero ben volute e pensate, andando, fin da subito, a catapultare il pubblico in uno scenario cupo e quasi opprimente tipico del contesto storico, quale la seconda guerra Mondiale, e nella presunta ubicazione non espressamente evidenziata.

Suscitando scalpore, orrore, scandalo e chi ne ha più ne metta, il regista Nabarvené Ptàce, è riuscito, in modo positivo o negativo che sia, a far divenire tale film punto focale delle discussioni e delle critiche all’interno del Festival divenendo uno tra i più discussi del 2019. A conferire questa notorietà, sono certamente le svariate scene a sequenza le quali vedono protagonista un giovane ragazzo, interpretato da Petr Kotlàr che, con una splendida mimica facciale, dato che i dialoghi sono quasi totalmente nulli, riesce a penetrare nel cuore di ogni spettatore grazie alle sue innumerevoli vicende “mai una gioia”.

Con un contesto storico che funge da cornice, “The Painted Bird” lascia un po’ all’interpretazione personale della tematica affrontata, lasciandoci a rimuginare una volta lasciata la sala, che sia la persecuzione degli Ebrei, la violenza su minori o l’arretratezza di certi Paesi dell’Est-Europa, tema principale è indubbiamente il disumano costellato da violenza in ogni sequenza narrata, da molti definita anche gratuita la quale va ad alterare la credibilità del lungometraggio, altri definendola necessaria alla giusta interpretazione del film.

“The Painted Bird” è anche l’estenuante ricerca della felicità, dall’affetto e dall’amore dato dal nucleo familiare, un devastante percorso che muta e plasma il carattere e la personalità del giovane protagonista il quale viene sballottato da una famiglia all’altra osservandone direttamente le crepe all’interno di esse.
“The Painted Bird”, come lo definisce lo stesso regista, è una storia senza tempo, una lotta tra le tenebre e la luce, tra il bene e il male, una continua lotta alla sopravvivenza nella quale non è più importante vivere bensì sopravvivere, è dunque, un’imperdibile pellicola che una volta usciti dalla sala potreste amarla o odiarla, ma che certamente vi farà bollire in testa qualche domanda scomoda.

Ingrid Scarci