09/12/2018

C'EST ÇA L'AMOUR di Claire Burger

Il film che Claire Burger presenta per la sezione delle Giornate degli Autori a Venezia 75 è un'indagine sulla natura dell'amore e le molteplici forme che questo fortissimo sentimento può assumere. Se ne vedono moltissime nel corso della trama: si vede l'amore fraterno tra le sorelle Niki e Frida, quello paterno tra Mario e le sue figlie, come pure quello materno, nelle discussioni che Armelle intavola con loro. Ma non solo: si vede la fine di un matrimonio, il primo amore, il sesso…

Tutte forme di un unico sentimento, tanto desiderato quanto temuto, dato che, come illustra bene anche la pellicola, spesso e volentieri si risolve in un allontanamento da parte della persona che tanto si ama. Questo accade a Frida, lasciata dalla ragazza di cui si era invaghita, accade a Mario, lasciato dalla moglie, in lotta con le figlie, che tenta il tutto per tutto per non perdere le donne della sua vita.

Ciò che questa storia dolceamara vuole mostrare, tuttavia, è che amare significa lasciar andare, e che prima di amare qualcuno bisogna amare se stessi. Il problema maggiore di Mario, infatti, non è l'abbandono da parte della moglie o delle figlie, ma la mancanza di autostima: non crede in se stesso, non crede di poter essere amato e non si ama in primo luogo. Lui deve formarsi, esattamente come si stanno formando le figlie adolescenti: si assiste ad una lenta evoluzione di tutti i personaggi, senza eclatanti colpi di scena, con un ritmo dolce e naturale.

Questa verosimiglianza invita alla riflessione nel pubblico, alla meditazione su ciò che sta capitando nella propria vita: la rappresentazione di un uomo medio, appartenente ad una famiglia media della classe media, permette allo spettatore di identificarsi con il protagonista. Nessuna particolarità caratterizza quest'uomo quasi anonimo, e ognuno di noi può mettersi al suo posto e cercare di comprendere come amarsi e come permettere agli altri di amarci.

Alessia Rossetto