03/11/2018

Peterloo di Mike Leigh

Mike Leigh, dopo l’ottimo Turner, torna a dirigere un film in costume, ambientato nell’Inghilterra di inizio ‘800, appena uscita dalle terribili guerre contro il dominio napoleonico in Europa. La pellicola, che riporta fatti realmente accaduti, illustrando quando l’esercito inglese caricò una manifestazione pacifica a Manchester uccidendo molti cittadini stremati dalla fame, dalla povertà e dalla guerra, è estremamente politica, e l’intento di Leigh di usare la rappresentazione del passato come monito per il presente è ovvia ed evidente.

Il film si avvale inoltre di un’impeccabile ricostruzione d’epoca, sia nella scenografia e nei costumi che nella sceneggiatura, che riporta per lunghi tratti la fedele trasposizione delle fonti, dei verbali e delle cronache del tempo.

Quella che poteva essere un’efficace denuncia contro gli abusi di potere di ieri e di oggi e un’accorata difesa della libertà di stampa e d’opinione si perde però nell’ingiustificata lungaggine di scene superflue e nell’imbranata presentazione di “cattivi” quasi macchiettistici. La rappresentazione della strage, che occupa soltanto gli ultimi 20 minuti, è preceduta da scene interminabili di comizi e discussioni politiche una più tediosa dell’altra, che causano l’esagerato dilatarsi della durata della pellicola (fino ad arrivare alla quasi insopportabile durata di due ore e mezza) ed il confondersi ed il perdersi dei molti, troppi, personaggi previamente introdotti.

Così, alla fine, non v’è alcuna tensione ed alcun pathos quando il regista ci mostra la sorte di questi personaggi, poco sviluppati e la cui caratterizzazione è stata sacrificata in favore di un’ottima ricostruzione storica che perde però, così, ogni senso e rende vano ogni intento, rendendo il film nient’altro che un bell’involucro, ma vuoto.

Pietro Luca Cassarino