19/10/2018

Saremo giovani e bellissimi  di Lucrezia Lamartire

Unico film italiano della 33° Settimana Internazionale della Critica (SIC), Saremo giovani e bellissimi racconta, attraverso la musica, il rapporto simbiotico tra una madre e un figlio. La protagonista è Isabella (Barbora Bobulova), una star del pop anni ‘90 finita nel dimenticatoio dopo un solo successo commerciale, Tic Tac. Ora la cantante si esibisce al Big Star, uno squallido locale di provincia, insieme al figlio chitarrista Bruno (Alessandro Piavani). Le loro vite cambieranno con l’arrivo di Arianna (Federica Sabatini), affascinante cantante di un gruppo rock. Bruno si troverà quindi a un bivio: rimanere fedele alla madre, continuando a suonare vecchie canzoni, o aprirsi alle nuove sonorità (e prospettive) offerte da Arianna?

Il film è basato su un conflitto: da una parte la musica pop italiana anni ‘90, incarnata da Isabella, dall’altra il rock underground di Arianna. In mezzo c'è Bruno, diviso tra i generi musicali così come tra le due donne. La musica assume quindi un ruolo fondamentale all’interno del film, il che non stupisce visto il background della regista. Diplomata al conservatorio e al Centro Sperimentale di Cinematografia, Lucrezia Lamartire è al suo primo lungometraggio. Il suo corto di diploma, Piccole Italiane, era stato presentato durante la 32° edizione della SIC, il che conferma questa sezione del festival come un’importante fucina di talenti.

L’importanza della musica all’interno del film è sottolineata dalle prestigiose collaborazioni artistiche, tra cui figurano Matteo Buzzanca, autore delle canzoni del film (presente in un cammeo nei panni del gestore di un pub che si rifiuta di ingaggiare Isabella) ed Emma Morton, talentuosa cantante che doppia Arianna nelle parti cantate. Gli attori non sono certo da meno: spiccano Massimiliano Gallo (già visto in Per amor vostro al fianco di Valeria Golino, vincitrice della Coppa Volpi a Venezia), che interpreta Umberto, ingegnere divorziato invaghito di Isabella, e soprattutto Barbora Bobulova. L’attrice, che aveva abituato il pubblico a ruoli comici (Manuale d’amore, Immaturi, Scialla!) mostra in questo film tutte le sue doti drammatiche, caratterizzando un personaggio fragile e tormentato, diviso tra l’amore per il figlio e la consapevolezza del suo bisogno di libertà. La forza del film sta proprio nella prospettiva intimista con cui si guarda alle emozioni dei personaggi, il che conferma Lamartire come una regista da tenere d’occhio nei prossimi anni.

Marta Galeotti