19/10/2018

A Star is Born  di Bradley Cooper

Per essere sincero, non nutrivo grandi aspettative per questo A Star is Born, opera prima del celebre attore Bradley Cooper e debutto in un ruolo da protagonista per l’eccentrica cantante Lady Gaga, nonché terzo remake di un film originariamente del 1937, con rifacimenti del 1954 (per la regia di George Cukor ed interpretato da Judy Garland) e del 1976 (con Kris Kristofferson e Barbra Streisand, versione alla quale il film di Cooper si ispira maggiormente).

La trama è pressoché invariata rispetto alle versioni precedenti, con un artista famoso (attore per il film del 1938, cantante per tutte le rimanenti) ma disilluso e sul viale del tramonto che scopre, quasi per caso, una giovane artista esordiente, talentuosa ma bruttina, carica di quell’energia e di quell’amore per l’arte che lui ha da tempo perduto. Lui se ne innamora perdutamente e ne lancia la carriera, contribuendo a renderla, in breve tempo, una stella. Presto, però, capirà che, per salvare il loro amore e l’appena nato successo di lei, dovrà sacrificare molte cose.

Sarebbe stato molto facile scivolare nel banale e nella mediocrità, per un’opera di questo tipo, ma la sceneggiatura molto ramificata e mai troppo scontata, la caratterizzazione dei personaggi e la perfetta chimica tra i due protagonisti la rendono una pellicola emozionante e coinvolgente. Cooper riesce a dipingerci un ritratto sincero e senza peli sulla lingua dello star system, di cui lui stesso fa parte, delle sue dinamiche che lo spingono a puntare più sul lato commerciale che su quello artistico, vedendo il talento come soltanto un’opportunità economica da sfruttare.

Il film dipinge una lotta impari e quasi senza speranza, seguendo in modo veritiero ed autentico la rapida scalata verso la fama della giovane artista impersonata da Lady Gaga, sempre più inghiottita da questi schemi che puntano a spersonalizzarla ed a controllarla, mentre l’amato Cooper cerca in uno sforzo disperato di sottrarla a quelle macchinazioni ed ad esortarla invece alla continuazione del suo percorso artistico, strada impossibile da percorrere sotto il controllo delle majors che assicurano soltanto una fama effimera e senz’anima.

Il messaggio del film è chiaro e i due protagonisti sono bravissimi nel comunicarlo e trasmetterlo con pathos ed autenticità, con un Bradley Cooper mai così lontano dai suoi inizi come attore di commedia e con una Lady Gaga che è senza dubbio la vera scoperta del film, capace di un’emozione tale nella sua recitazione da apparire all’altezza di molte delle attrici e degli attori più bravi di questo periodo. La regia di Cooper funziona, eccetto per qualche strano intoppo nel montaggio ed una certa goffaggine nella direzione degli attori che non siano lui stesso, la sua protagonista ed il sempre ottimo Sam Elliott. La colonna sonora, scritta dallo stesso Cooper e da Lady Gaga, è composta da pezzi originali belli e pieni di significato, che promettono di risuonare nella testa dello spettatore per molti dei giorni a venire e che mettono in luce l’inaspettato talento canoro di Bradley Cooper.

Pietro Luca Cassarino