03/10/2018

The Favourite  di Yorgos Lanthimos

All’inizio del ‘700, in un periodo storico in cui l’Europa era ancora un lontano miraggio, due stati, l’Inghilterra e la Francia, combattevano quella che è rimasta alla storia come “la prima guerra dei tempi moderni”. Tra feriti, morti e dispersi, la vita al palazzo reale inglese va avanti rispettando le care vecchie abitudini di sempre, tra una battuta di caccia e un lauto banchetto. Li, la cagionevole regina Anna trascorre le sue giornate ad accudire i suoi 17 coniglietti e strafogandosi di dolci e prelibatezze che, per fortuna sua, non mancano neanche in tempo di guerra.

Travolta da questi numerosi impegni, l’insicura e fragile donna non riesce a gestire quegli affari di politica estera e di equilibri reali che spetterebbero al ruolo che ricopre. Ma per fortuna non è sola. Al suo fianco l’immancabile consigliera e dama personale Lady Sarah che, con estrema devozione, si prende cura delle necessità pubbliche e private della regina, governando il Paese al posto suo. L’arrivo inatteso a corte di Abigail altera quegli equilibri ben collaudati innescando una lotta all’ultimo sangue per quel potere che solo “la favorita” della regina detiene.

Dopo The Lobster e Il sacrificio del cervo sacro, Yorgos Lanthimos sbarca al Lido con un sorprendente lungometraggio in costume al quale il XVIII secolo fa da cornice. E, se non fosse per gli abiti sontuosi che ci riportano subito all’Inghilterra regale del passato, il film del regista ellenico potrebbe essere ambientato ai nostri giorni. La sceneggiatura accattivante di Deborah Davis e Tony McNamara, dalla costruzione ritmica ben scandita, riesce a catturare lo spettatore che entra di diritto nella storia e si lascia trasportare dagli eventi, dove nulla è quello che sembra e ad azione corrisponde reazione uguale e contraria.

The Favourite non solo è interpretato da tre donne, Olivia Colman (vincitrice anche della Coppa Volpi come miglior interprete femminile), Emma Stone e Rachel Weisz, ma è anche un film sulle donne che, con sottigliezza e attenzione, analizza le sfumature più nascoste e profonde del complesso animo femminile. Sono infatti ira, avarizia, invidia, superbia, gola, accidia, lussuria a caratterizzare le scelte e le relazioni umane delle protagoniste. E oltre al fascino delle interpreti, alla magnificenza dei costumi, alla fotografia, alla sceneggiatura e alla regia quello che davvero ci si chiede dopo aver visto il film è: ma è davvero capace di questo, una donna? Le donne sanno già la risposta. E sorridono sotto i baffi.

Giulia Sterrantino