03/10/2018

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO  di Emanuele Scaringi

Interpretazione cinematografica dell’omonimo fumetto di Zerocalcare, ‘La profezia dell’armadillo’ racconta la storia del giovane Zero, ragazzo romano alle prese con turbe, relazioni e inquietudini, che prendono vita nella grottesca figura di un armadillo. Questo simpatico animale rappresenta e accompagna Zero nei suoi monologhi interiori, incarnando la sua anima da giovane ribelle.

Il regista Emanuele Scaringi rende evidente il riferimento al previo fumetto fin dalla prima scena, animata dai disegni di Zerocalcare stesso. Un inizio, questo, efficace e celebrativo che, sebbene rischi di passare come un tentativo di ‘captatio benevolentiae’ nei confronti dei fan del fumetto, rende omaggio senza esagerare. Dall’entrata in scena degli attori, infatti, risulta chiaro che il film cammina sulle proprie gambe: è un prodotto completo, apprezzabile anche da coloro che del fumetto non avevano letto nemmeno una pagina.

Credibile l’interpretazione di Simone Liberati nel ruolo di Zero: il personaggio è spontaneo, funziona, nonostante i dialoghi che intercorrano siano spesso caratterizzati da una certa pesantezza, tipica dello Zerocalcare ‘fumettato’. Anche il tipo di humor rimane lo stesso, intelligente e spesso cinico, capace di divertire e far riflettere differenti fasce di pubblico.
‘La profezia dell’armadillo’ si propone proprio questo: raggiungere un target ampio, che comprenda i fan del fumetto ma che non escluda gli altri. Ci dimostra così come, nella trasposizione del medio (il passaggio da fumetto a film in questo caso), l’obiettivo non sia creare una copia dell’originale, bensì utilizzarlo per creare un prodotto in sé, che si distacchi più o meno dal referente, senza per questo tradirlo.

Unica ‘pecca’ del film è la scelta di inscenare l’armadillo attraverso un attore (Valerio Aprea) travestito con un buffo costume. Nell’intento di sottolineare il grottesco del personaggio, il risultato è poco credibile e abbassa la qualità scenografica del film. Una rappresentazione fumettista dell’animale, disegnata da Zerocalcare stesso e doppiata, sarebbe forse risultata più efficace.

Alma Lonardi