27/08/2018

Vanessa Redgrave e David Cronenberg Leoni d’oro alla carriera
della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Sono stati attribuiti all’attrice inglese Vanessa Redgrave e al regista canadese David Cronenberg i Leoni d’oro alla carriera della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Vanessa Redgrave, nata a Londra, ha percorso un cammino interpretativo di circa sessant’anni lavorando nel cinema, nel teatro e nella televisione. Durante la sua lunga e variegata carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui un Premio Oscar, due Golden Globe, un BAFTA (alla carriera), uno Screen Actors Guild Award, due Emmy, due Prix a Cannes e una Coppa Volpi a Venezia. In campo teatrale, ha vinto inoltre un Tony Award e un Olivier Award per la migliore attrice.
Ha vinto l'Oscar alla miglior attrice non protagonista (a fronte di sei candidature) nel 1978 per la sua interpretazione nel film Giulia. Ha ricevuto altre cinque candidature agli Oscar rispettivamente per Morgan matto da legare (1966), Isadora (1968), Maria Stuarda, regina di Scozia (1971), I bostoniani (1984) e Casa Howard (1992). La Coppa Volpi alla Mostra di Venezia l’ha ottenuta nel 1994 come miglior attrice non protagonista in Little Odessa.

Vanessa Redgrave, nell'accettare la proposta, ha dichiarato:Sono sbalordita e straordinariamente felice di sapere che sarò premiata col Leone d’oro alla carriera dalla Mostra di Venezia. La scorsa estate stavo girando proprio a Venezia The Aspern Papers. Molti anni fa ho girato La vacanza nelle paludi del Veneto. Il mio personaggio parlava solo in dialetto veneziano. Scommetto di essere l’unica attrice non italiana ad aver recitato un intero ruolo in dialetto veneziano! Grazie infinite cara Mostra!”.

A proposito di questo riconoscimento, Alberto Barbera ha dichiarato:“Unanimemente considerata tra le migliori interpreti femminili del cinema moderno, la Redgrave è un’attrice sensibile e capace di infinite sfumature, interprete ideale di personaggi complessi e non di rado controversi. Dotata di naturale eleganza, innata forza di seduzione e di uno straordinario talento, è potuta passare con disinvoltura dal cinema d’autore europeo alle fastose produzioni hollywoodiane, dalle tavole del palcoscenico alle produzioni televisive, offrendo ogni volta risultati di assoluta eccellenza. Le sue apparizioni, distribuite in sessant’anni di attività, emanano autorevolezza e piena padronanza dei ruoli, generosità senza limiti ed estrema raffinatezza, qualità non disgiunte da una buona dose di audacia e combattività che costituiscono uno dei tratti più evidenti della sua personalità umana e artistica”.

David Cronenberg, nato a Toronto, è ritenuto il pioniere del genere cinematografico indicato come body horror, che esplora il terrore dell'uomo di fronte alla mutazione del corpo, all'infezione e contaminazione della carne, intrecciando l'elemento psicologico della storia con quello fisico.

Nella prima metà della sua carriera Cronenberg ha esplorato questi temi soprattutto attraverso l'horror e la fantascienza, sebbene i suoi lavori si siano successivamente spinti al di là di questi generi approdando anche al noir. Tra i titoli più importanti Videodrome (1983), La mosca (1986), Il pasto nudo (1991), Crash (1996), A History of Violence (2005), A Dangerous Method (2011).

David Cronenberg nell'accettare la proposta ha dichiarato: “Ho sempre amato il Leone d’oro di Venezia.Un leone che vola su ali d’oro –– è l’essenza dell’arte, non è vero? L’essenza del cinema. Sarà davvero entusiasmante ricevere il Leone d’oro”.

A proposito di questo riconoscimento, Alberto Barbera ha dichiarato:“Benché in origine Cronenberg sia stato relegato nei territori marginali del genere horror, sin dai suoi primi film scandalosamente sovversivi il regista ha mostrato di voler condurre i suoi spettatori ben al di là del cinema di exploitation, costruendo film dopo film un edificio originale e personalissimo. Ruotando intorno all’inscindibile relazione di corpo, sesso e morte, il suo universo è popolato di deformità grottesche e allucinanti accoppiamenti, nel cui orrore si riflette la paura per le mutazioni indotte nei corpi dalla scienza e dalla tecnologia, la malattia e il decadimento fisico, il conflitto irrisolto fra lo spirito e la carne. La violenza, la trasgressione sessuale, la confusione di reale e virtuale, il ruolo deformante dell’immagine nella società contemporanea, sono alcuni dei temi ricorrenti, che contribuiscono a fare di lui uno dei cineasti più audaci e stimolanti di sempre, un instancabile innovatore di forme e linguaggi”.

Alessandro Cuk