27/12/2017

Loving Pablo di Fernando León de Aranoa

Il boss del narcotraffico colombiano Pablo Escobar (1949-1993) conosciuto negli anni ’80 come l’incontrastato “Re della cocaina”, che con i suoi traffici aveva accumulato un patrimonio stimato negli anni ‘90 di oltre 30 miliardi di dollari, amico di politici e personaggi dello spettacolo locali e internazionali, che lo omaggiavano alle sue feste nelle sue tante sfarzose ville superprotette da tanti uomini a lui fedeli, dopo la sua morte ha è stato oggetto di diversi racconti sia nel cinema che in tv.

L’attore Benicio del Toro lo ha interpretato in “Escobar: Paradise Lost” di Andrea Di Stefano (2014), mentre il canale Netflix ha prodotto alcune stagioni tv dal titolo “Narcos” (2015) che raccontano la storia vera della dilagante diffusione della cocaina tra Stati Uniti ed Europa in quegli anni, grazie al cartello di Medellín, con le vicende degli agenti della DEA che vengono incaricati di guidare una missione per catturare e uccidere questo pericoloso criminale interpretato in maniera fisicamente impressionante dall’attore brasiliano Wagner Moura.

Adesso a guardare al personaggio da un differente punto di vista è il regista e sceneggiatore spagnolo Fernando León de Aranoa (Madrid, 1968) già autore di pellicole come “Princesas” (2005), “Perfect Day” (2015) che ha presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia la pellicola “Loving Pablo”. E’ stato l’attore Javier Bardem (presente a Venezia.74 anche nella pellicola “Mother!”) suo amico di lunga data, che lo aveva diretto nel film “I lunedì al sole” (2002) a proporgli di ispirarsi a un libro “Loving Pablo: Hating Escobar” di Virginia Vallejo, giornalista e personaggio televisivo, che aveva raccontato i retroscena della propria relazione clandestina con colui che è stato l’uomo più potente della Colombia.

Bardem, che ha anche prodotto la pellicola, ha il ruolo di questo personaggio, imbolsito (l’attore per assomigliargli è ingrassato venti chili) dai modi un po’ rozzi, cinico, astuto, carismatico, nella fase finale della propria parabola. Un uomo capace al tempo stesso di essere spietato e vendicativo con chi lo intralciava nei suoi loschi traffici, quanto amorevole e affettuoso con la propria famiglia ufficiale e soprattutto con la propria amante. Nei panni della giornalista Vallejo, l’attore ha voluto al suo fianco la sua compagna nella vita, la brava e sensuale attrice Penélope Cruz. Prima di essere sposati (sono convolati a nozze nel 2015, e hanno due figli) avevano già lavorato insieme su alcuni set, fin dai loro primi esordi. Venticinque anni fa avevano calcato il loro primo “red carpet” alla 49. Mostra di Venezia (lui allora aveva ventitrè anni, lei appena diciotto) per “Prosciutto prosciutto” (1992) di Bigas Luna e in seguito erano stati chiamati da Woody Allen per recitare in “Vicky Cristina Barcelona” (2008), e ancora hanno lavorato in “The Counselor” (2013) di Ridley Scott.

In “Loving Pablo” la giornalista subirà il fascino di Escobar, dapprima per poterlo incontrare da vicino e così realizzare alcune interviste esclusive che le permetteranno una rapida ascesa nel mondo dell’informazione. In seguito per il suo potere e per i suoi soldi. Il boss la ricoprirà sempre di attenzioni ma non lascerà mai per lei la propria famiglia e i propri figli. Questo per la giornalista sarà il dispiacere più grande. Quando il cerchio inizierà a stringersi attorno al boss e la collaborazione tra le forze di polizia locali e statunitensi darà finalmente i suoi frutti, la Vallejo verrà messa con le spalle al muro da un’agente della DEA che la seguiva da tempo (interpretato da Peter Sarsgaard) e che le garantirà un salvacondotto in cambio delle sue informazioni sul boss per evitare la prigione. Fernando León de Aranoa dirige con mano ferma una pellicola arricchita da spettacolari scene d’azione e momenti di intimità che non offrono lo spazio per alimentare il fascino di questo pericoloso criminale, ma solo per raccontare da vicino la personificazione del Male, la sua autodistruzione e infine la sua morte.

Andrea Curcione