27/12/2017

LE FIDÈLE  di Michaël R. Roskam

Il regista e sceneggiatore belga Michaël R. Roskam (classe 1972) ha presentato Fuori Concorso alla 74. Mostra del Cinema di Venezia il suo terzo lungometraggio: “Le Fidèle”, ancora una volta ambientato nel mondo della malavita, come già aveva fatto nei suoi lavori: “Bullhead – La vincente ascesa di Jacky” (2011) ed in “Chi è senza colpa” (2014).

“Le Fidèle” racconta una travolgente e passionale storia d’amore tra la sensuale Bibi (l’attrice Adèle Exarchopoulos) abile pilota nel mondo delle corse automobilistiche, e l’affascinante Gino (Matthias Schoenaerts, già interprete dei precedenti film del regista) che si presenta a lei come importatore di automobili. In realtà lui nasconde la sua vera attività: con un ristretto gruppo di amici fa il rapinatore di banche. Le cose fino ad un certo punto andranno bene. La coppia diventerà molto affiatata, anche se al padre di Bibi alcuni atteggiamenti dell’uomo lo renderanno perplesso, come i soldi facili, i suoi strani rapporti con il lavoro, ecc. Tuttavia per amore della figlia non indagherà troppo sulla vita del suo fidanzato. Trascorso un po’ di tempo i due, giovani e belli, invidiati da molti, si sposeranno. Gigi allora vorrebbe smettere di fare rapine, e mettere su famiglia, ma i suoi amici lo coinvolgeranno in un ultimo colpo dopo il quale potrà sistemarsi per sempre. Le continue assenze di Gigi insospettiranno sua moglie e le menzogne di lui incominceranno a non trovare più credito. L’infelice Bibi non riuscirà a dargli un figlio e col tempo inizierà ad avere seri problemi di salute che la costringeranno ad abbandonare le corse. Gigi parteciperà al colpo organizzato da tempo, ma qualcosa andrà storto, e il castello di menzogne crollerà.  

Roskam dirige una pellicola patinata, molto scontata nella sua trama, divisa tra “love story” e “action-movie”, che però non offre sufficiente “pathos” proprio per la sua contraddittorietà di generi e il suo forzato melò. Non basta la bellezza fisica di Schoenaerts e soprattutto quella di Adèle Exarchopoulos (una felice riscoperta dopo l’interpretazione di Emma nel film “La vita di Adele” di Kechiche) con le loro coinvolgenti scene d’amore e di sesso a sorreggere la storia. Né aiuta l’enfatica colonna sonora di Raf Keunen, fidato collaboratore del regista. Tuttavia, nonostante i molti difetti di sceneggiatura, la pellicola sbarcherà nel mercato americano col titolo di “Racer and the Jailbird” dove è stata scelta per rappresentare il Belgio ai premi Oscar 2018 nella categoria riservata al miglior film in lingua straniera.

Andrea Curcione