24/11/2017

The Leisure Seeker di Paolo Virzì

Era il 1997 quando Paolo Virzì, in concorso alla 54° Mostra del cinema di Venezia con Ovosodo, vinceva il gran premio della giuria. Dopo vent’anni esatti il regista livornese ci riprova e fa ritorno al Lido con The Leisure Seeker (Ella&John).
Un’evoluzione nel suo modus di fare cinema elaborato in un arco temporale nel quale ha diretto opere come La prima cosa bella, Il capitale umano, La pazza gioia, film nei quali si respirano caratteristiche tipiche del suo cinema come ad esempio il linguaggio; quell’accento toscano che ha caratterizzato molti dei suoi personaggi.

Ma con The Leisure Seeker Virzì cambia rotta, approdando oltre oceano con un film girato in lingua inglese e con un cast d’eccezione formato da Helen Mirren e Donald Sutherland. Ella e John sono una coppia di ottantenni che, all’insaputa di figli e amici, iniziano un viaggio con il loro vecchio camper, il leisure seeker. Una fuga dalla routine fatta di cure mediche e obblighi opprimenti, alla ricerca di quella libertà e dei ricordi di una vita trascorsa insieme; unico compagno di viaggio ammesso il vecchio ma ancora funzionante camper.

Un road movie che stupisce regalando allo spettatore risate e pianti verso una meta difficile da raggiungere, ma agognata da molti, come la felicità. Lo smemorato John, professore di letteratura malato di alzheimer che dimentica tutto fuorché i versi del suo amato Hemingway, e sua moglie Ella, donna forte e fragile al tempo stesso che non si accontenta di vivere i suoi ultimi giorni in un letto d’ospedale, sono le guide di questo percorso. Un viaggio non solo reale nel quale i due anziani si ritroveranno a scontrarsi con imprevisti e difficoltà, ma soprattutto metaforico verso la scoperta di ricordi latenti ed emozioni ormai scomparse.

Grazie ad una sceneggiatura ben calibrata scritta a quattro mani da Virzì, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Stephen Amidon,  The Leisure Seeker supera il romanzo di partenza da cui è tratto, trovando propria espressione non tanto nel racconto di un percorso, ma quanto nella caratterizzazione marcata e strutturata dei due pilastri del film. Nonostante le ambientazioni diverse e l’assenza del dialetto livornese, espressione di molti film di Virzì, Ella&John è l’evoluzione più intimista e profonda del suo cinema. Un modo di fare film che guarda soprattutto al personaggio e all’analisi intrinseca di emozioni e scelte umane che rendono universale il percorso di due persone comuni, ma speciali.

Giulia Sterrantino