05/11/2017

The Taste of Rice Flower  di Song Pengfei

Il discepolo di Tsai Ming-liang, Pengfei, già autore di Underground Fragrance (2015), ha presentato all’interno della 14a edizione delle Giornate degli Autori la sua ultima fatica, The Taste of Rice Flower, racconto di un rapporto madre-figlia alla riscoperta delle tradizioni che il progresso rischia di cancellare.

Ye Nan – Ying Ze – , perduto il lavoro che aveva in città, fa ritorno alla casa paterna dove la aspetta la figlia tredicenne Nan Hang – Ye Bule –, allevata dal nonno e che non la riconosce come madre. Un giorno Nan Hang compie un piccolo furto nel tempio del villaggio e contemporaneamente una sua amica si ammala. Per esorcizzare questi cattivi auspici, Ye Nan farà ricorso agli antichi rituali coinvolgendo l’intera comunità.

Subendo la fascinazione degli esotici costumi della minoranza Dai – gruppo etnico di ascendenza tailandese concentrato nel Sud-Ovest – , Pengfei ricostruisce una sorta di locus amoenus dove la signoria della natura e dello spirito è insidiata dalle innovazioni tecnologiche – videogiochi e cellulari. La stessa istituzione familiare è stata messa in crisi dalla prolungata assenza di Ye Nan, che decide di porvi rimedio istruendo la figlia sulle proprie origini.

Con un taglio quasi documentaristico, viene mostrata la preparazione di piatti tipici e cerimonie, tra cui ricordiamo la stupenda danza nella grotta che, con un doppio virtuosismo delle interpreti e della colonna sonora, chiude il film. Ma nonostante il tentativo di ripristinare ciò che è stato corrotto, resta l’impressione che, di fondo, la decadenza sia ormai irreversibile.

Come dichiarato esplicitamente dalla sciamana e a più riprese da alcuni abitanti, «il riso ha un sapore strano», segno tangibile del venir meno della benevolenza degli antenati. Unica speranza di redenzione, che Nan Hang e coetanei raccolgano l’eredità dei genitori.

Giovanni Stigliano Messuti