22/10/2017

Ryuichi Sakamoto: Coda di Stephen Nomura Schible

Presentato Fuori Concorso, Ryuichi Sakamoto: Coda è il primo film full-length a opera del nippo-americano Stephen Nomura Schible, che ha voluto omaggiare uno dei maggiori compositori viventi offrendone un ritratto in quanto uomo ancor prima che in quanto artista.

In una scuola travolta dallo tsunami del 2011 c’è un pianoforte che suona ancora, e il maestro Sakamoto non si lascia sfuggire l’occasione per sentire che suono ha la distruzione. Passando in rassegna i sodalizi coi grandi del cinema contemporaneo – Bertolucci, Iñárritu, Ōshima, solo per citarne alcuni – e la carriera da solista, arriveremo fino al più recente attivismo ambientale e alla malattia contro la quale da anni sta combattendo.

Nel produrre un documentario su una celebrità ancora in vita, il rischio di scadere nella mera celebrazione – per non dire adulazione – è sempre dietro l’angolo. Non è tuttavia questo il caso di Ryuichi Sakamoto: Coda. I riferimenti ai successi e riconoscimenti internazionali certo non mancano, ma ciò che tange a Nomura è mettere a nudo il processo creativo, analizzando la quotidianità del soggetto come se la macchina da presa fosse un vecchio amico che con esso condivide ogni momento, anche triviale.

Viene così istruita un’antitesi tra la musica, in grado di svelare l’armonia segreta delle cose, e l’inquinamento, che ha causato il recente disastro nucleare in Giappone e lo scioglimento dei ghiacci, manifestazioni ambedue, nel bene e nel male, della potenza dell’Uomo.

Alternando filmati di repertorio e riprese da lui stesso effettuate, Nomura non è interessato a tracciare un profilo prettamente biografico – eccezion fatta per alcune interessanti retroscena - , perché Ryuichi Sakamoto non è in funzione di quello che è stato, poiché ancora è e ancora crea. Un’opera che rifugge il formalismo a favore di un modo di ripresa spontaneo ma non amatoriale, che arriva dove decenni di interviste non sono mai riuscite a penetrare.

Giovanni Stigliano Messuti