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15/09/2009

Venezia

IL GRANDE SOGNO di Michele Placido 


Film autobiografico per Michele Placido; infatti il ruolo di Nicola è ispirato alla giovinezza del regista stesso. Lo sfondo è quello della ribellione e della contestazione studentesca che attraversò il nostro paese nel sessantotto.
“Il grande sogno” racconta quel ’68 in cui il giovane Placido (interpretato da Riccardo Scamarcio),  poco più che ventenne, arruolatosi in polizia per mantenersi agli studi nell’Accademia d’Arte Drammatica, si trovò ufficialmente dalla parte “sbagliata” della barricata: un poliziotto proletario di stanza a Roma spesso costretto a picchiare controvoglia i rivoluzionari-borghesi ufficialmente in lotta pro proletariato.
Al fianco di Scamarcio (Nicola, nel film), protagonisti sono anche Jasmine Trinca e Luca Argentero. La romana, interpreta la giovane borghese cattolica Laura che prende parte alle marce per la pace ed alle contestazioni studentesche. Per il suo ruolo si sono ispirati alla reale esperienza della sorella del co-scenaggiatore Angelo Pasquini.

Si aggiunge Luca Argentero, operaio torinese, Libero nel film, personaggio vagamente ispirato alla figura di Guido Viale, intellettuale e leader della protesta di quegli anni, tra i fondatori di Lotta Continua. Ed è proprio l’amicizia che si instaurerà fra Nicola, Laura e Libero che porterà Nicola a fare delle scelte che condizioneranno in maniera importante il resto della sua vita. Laura, da parte sua, dovrà scegliere chi dei due amare.

Un film dove non prevale l’aspetto politico, ma dove prevalgono le singole storie realmente vissute da quelle persone a cui si ispirano i tre protagonisti. Emerge come dal “sessantotto” non uscirono né vinti né vincitori.
Inizia solo un percorso, che dal punto di vista politico dura tutt’ora, c’è ancora tanta energia, tanta fantasia, tanto da dire. Ha prodotto delle trasformazioni nei singoli individui, nelle famiglie e nella società. Anche nel film, infatti, la trasformazione di Laura coinvolge anche la sua famiglia, sia nei singoli componenti che nella visione unitaria della stessa.
Culturalmente il ‘68 ha vinto e cosa da non  dimenticare non produsse nessuna vittima. Quel giorno, il Primo Marzo del 1968 a Valle Giulia, gli studenti erano “armati” solo di uova e pomodori; fu la feroce e sproporzionata reazione della polizia a dar vita ai disordini che ne conseguirono e a tutto il resto. Il film parte d’allora, ma ci invita a riflettere sull’oggi e sul domani. D’altronde chi controlla il passato, può controllare anche il futuro.

di Orazio Leotta 





 
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