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15/09/2009
Venezia
COSMONAUTA di Susanna Nicchiarelli
Opera prima per la trentatreenne Susanna Nicchiarelli. Il film racconta le inquietudini e gli ardori giovanili, politici e non, della giovanissima Luciana (Marianna Raschillà).
Comunista, come lo era il padre, ormai deceduto, si fa subito conoscere perché scappa a nove anni dalla chiesa mentre era in corso la funzione della prima comunione. Sostenuta dal fratello, un po’ tonto e con problemi legati all’epilessia, ce la ritroviamo poco dopo nella sezione della Fgci, attivista convinta, in un ambiente con tanti maschi e pochissime donne. Ribelle, indipendente, in perenne contrasto col nuovo marito della madre, che lei etichetta subito come “fascista”, perde la testa per il ragazzo più carino della sezione e a seguito delle liti che nascono da questo labile rapporto, in quanto il ragazzo si barcamena tra due storie contemporaneamente, lei perde la possibilità di recarsi in viaggio premio in URSS a rappresentare le giovani comuniste.
Atmosfere anni ’60, vedere per credere, le acconciature e l’abbigliamento di Claudia Pandolfi, nei panni della mamma dei due giovani comunisti; la cagnetta Laika è appena stata nello spazio con lo Sputnik, poi è toccato a Gagarin e tutte queste imprese sovietiche costituiscono il vanto ed anche fonte di svago e di gioco dei due ragazzi, specie per il fratello Arturo, appassionatissimo di imprese spaziali ed in perenne verifica e comparazione dei progressi in questo campo tra sovietici e americani. La nostalgia è il tema dominante ed un rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. Il film ci offre un senso di incompiutezza di quello che era il sogno comunista, come una sorta di autocritica ed un invito a leggere bene la storia per non ripetere gli errori del passato.
di Orazio Leotta
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