mail info giurie e premi alla carriera regolamento calendario della manifestazione news
 



15/09/2009

Venezia

PEPPERMINTA di Pippilotti Rist


“Pepperminta” è l’interessante opera prima cinematografica della video artista Pippilotti Rist icona della cultura pop. Il film descrive la rivoluzione perpetuata da una ragazzina speciale che dialoga con la nonna defunta tramite una scatoletta che contiene un occhio parlante. La ragazzina si che da piccola ha subito l’incomprensione degli adulti a cominciare dalla scuola, ha in mente di cambiare il mondo ma per riuscirci deve trovare degli amici che l’aiutino nell’impresa.
Inizialmente stana un ragazzo pieno di problemi che vive con la madre ed è convinto di avere una malattia incurabile. Pepperminta lo rapisce, lo porta in mezzo a un campo e lo guarisce applicandogli sul petto un intruglio fatto di vermi e fiori. Mentre compie il suo rito di guarigione riesce a convincere anche una ragazza che indossa una divisa tipo soviet, dai tratti alquanto mascolini che guida il trattore. Tutti e tre partono insieme all’avventura cominciando ad apprezzare, sotto la guida di Pepperminta, tutto il sapore della libertà.
Ed è proprio per assaporarla fino in fondo che entrano con l’inganno in un grande ristorante e cominciano a  creare piatti improbabili e fantasiosi con l’aggiunta di ingredienti di vario genere. E quando alla fine Pepperminta propone agli amici di bere la magica pozione della felicità che contiene anche il sangue mestruale raccolto nei secoli dalle donne della sua famiglia, si intuisce che il rovesciamento proposto dall’autrice è anche di carattere teologico.
“Il rosso è buono!”, dice Pepperminta a proposito dell’intruglio che fa bere agli infelici,  riabilitando in questo modo il colore del diavolo e di conseguenza anche il colore del mestruo. Il film, caratterizzato da colori vivaci e da un ritmo allegro e incalzante, si pone come una sorta di manifesto liberatorio di una creatività senza confini attingendo alle possibilità di metamorfosi proprie della videoarte strutturate in un plot. L’unico limite, forse, è nella scelta di rappresentare il tessuto onirico della fantasia con un’iconografia quasi esclusivamente connessa al mondo dell’infanzia.

di Sarah Revoltella





 
Copyright Venicemedia 2003 - www.venicemedia.com - all right reserved - info@mostradelcinema.net