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02/09/2009
Venezia
IL FANTASMA DE “LA GRANDE GUERRA”
ANCOR PIU’ IMPERDIBILE NELLA VERSIONE RESTAURATA
Torna sul grande schermo, in versione restaurata, la ‘coppia d’oro’ di Mario Monicelli, Gassman-Sordi. Non proprio agli esordi ma comunque giovani in quel lontano 1959 quando il cineasta toscano ma romano di adozione, ultra-novantenne e super in forma, girò uno dei capolavori della cinematografia italiana di sempre. “La Grande guerra” conserva il sapore tragico di un conflitto terribile combattuto brutalmente corpo a corpo e la comicità delle situazioni divertenti che vedono protagonisti i due mattatori alle prese con i loro sotterfugi per sfuggire ai doveri dei soldati al fronte.
La pellicola è stata “tirata a lucido” e rimessa al completo dalla Cineteca Nazionale per essere presentata al pubblico di Venezia 66 in pre-apertura all’interno della rassegna “Questi fantasmi 2: cinema italiano ritrovato (1946-1975)”. Assieme al Leone d’oro di Monicelli (ex aequo con “Il generale della Rovere” di Roberto Rossellini), la rassegna dedicata alla straordinaria ricchezza della nostra produzione cinematografica (stavolta verso i territori eccentrici, popolari e del divismo femminile) prevede la proiezione di una trentina di opere realizzate tra gli anni ’40 agli anni ’80, oggetto di un accurato lavoro di preservazione e talvolta di restauro e che poi entreranno nuovamente nel circuito delle sale cinematografiche.
Tra tutti spicca per considerazione e risultato “La Grande guerra”: la conferma del bianco nero rende più credibile la ricostruzione della vita di campo durante il primo conflitto mondiale, dove la coralità dei personaggi è la carta vincente del film.
La versione presentata in anteprima a Venezia è stata resa possibile recuperando raffinate tecniche artigianali di sviluppo e stampa che amplificano l'accuratezza della scenografia, la complessità della sceneggiatura e la bravura degli interpreti (la già citata ‘coppia d’oro’ ma anche la Mangano,
Michela Manente
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