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22/09/2008
Venezia
Teza: storie segrete d’Africa e d’Europa
“Teza” di Haile Gerima
La vita di Anberber è la storia di due paesi scossi nelle viscere dalle trasformazioni politiche. Terre d’amore e di sconfitte, Germania ed Etiopia.
La prima, quando è giovane e ambizioso, è la sede dei suoi studi medici e della formazione della sua mentalità progressista. La seconda è madre e figlia, dalle campagne dove nulla accade fino all’invivibile regime imposto da Mengistu su Addis Abeba.
Anberber vive le sue migrazioni in maniera colpevole e sofferta, perché proprio in Germania, dove aveva imparato a credere nella possibilità di una giustizia sociale, comincia a perdere i suoi sogni di stabilità, la sua fiducia nelle relazioni umane, le sue speranze di una buona convivenza dei popoli.
Speranze che col pensiero non può fare a meno di traslare nella sua Etiopia, dove la cieca dittatura in nome del socialismo ha eroso dall’interno la sua personalità e tradito la bontà dei suoi propositi politici. Non gli è concesso resistere e deve scegliere di sopravvivere senza quella che per trent’anni era stata la sua anima.
L’esistenza gli è fatta salva, seppur ferocemente mutilata. Vede sfiorire passioni e amicizie, una dopo l’altra, impotente ed emarginato da una realtà ottusa e smisuratamente più grande di lui. Costretto a far ritorno nel suo piccolo paese sperduto, Anberber è adesso uno storpio stregone, dentro gli occhi della gente.
Non sorprende che questo densissimo film di Haile Gerima abbia ricevuto il Gran Premio della Giuria e l’Osella per la sceneggiatura. E’ una grande lezione di cinema per l’Europa che non sa più raccontare.
E’ un’Africa piena di frammenti che la cultura storiografica non ha ancora il coraggio di aprire al mondo, è l’inspiegabile tesoro nascosto che delinea il valore internazionale di certe vicende. Evidentemente fin troppo chiare e lineari per il sempre poco autocritico Vecchio Continente.
Roberto Pirruccio
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