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Venezia 22/09/2008
Nell’inverno del cinema italiano
“Il primo giorno d’inverno” di Mirko Locatelli

di Silvia Aufiero


Valerio è un adolescente come tanti. Solo, scontroso, arrabbiato con quel piccolo mondo di periferia che non lo accetta nella sua diversità, indifferente a tutto quello che riguarda la realtà dei giovani del paese: un microcosmo di vite e sentimenti contrastanti che si intrecciano costantemente tra loro, ricreato nella nebbiosa periferia di Milano. Valerio ha una sorella di dieci anni, del tutto marginale (purtroppo) per la diegesi del film, un motorino che lo accompagna negli infiniti viaggi per le stradine di campagna, una madre assente, il corso di nuoto e, si direbbe, nessun amico.

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Venezia 14/09/2008
La vera storia di una finta squadra
“Machan” di Uberto Pasolini

di Eugenia Ferrari

L’opera prima di Uberto Pasolini è una delle belle sorprese della Mostra. Presentata nella fortunata sezione “Giornate degli autori”, è la conferma che il cinema nazionale presente a Venezia ha probabilmente dato il meglio di sé nelle sezioni collaterali piuttosto che nel concorso ufficiale.

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Venezia 14/09/2008
Get Short! Un viaggio Corto…Cortissimo

di Silvana Lagrotta

Anche quest’anno Venezia non ha rinunciato al fascino discreto del cortometraggio dedicandovi un’intera sezione: Corto Cortissimo. Breve, anzi, “corta cortissima”, la sezione presieduta da Paolo Baratta e curata da Stefano Martina ha raccolto un grande consenso da parte del pubblico che ha gremito nei pochi giorni di programmazione, dall’1 al 3 settembre, la Sala Perla partecipando numeroso alle proiezioni pomeridiane dei corti d’autore. Cinefili, curiosi o semplicemente appassionati del genere, sono stati in molti a non disertare la fila e le code sotto il sole caldo del Lido pur di assicurarsi un posto in sala.

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Venezia 11/09/2008
Il dramma degli indios nel Mato Grosso
Birdwatchers – La terra degli uomini rossi di Marco Bechis

di Rita Andreetti


“Vietato dare alcolici agli indigeni”.
Sfilano realtà ignote alla più parte delle persone, dove si riconoscono tratti di una volontà di emarginazione indotta che ci ricordano gli anni della catastrofe hitleriana: Birdwatchers – La terra degli uomini rossi è il lavoro antropologico di Bechis che ci racconta i soprusi che tuttora gli indigeni subiscono sul suolo delle terre in cui sono nati e in cui il loro popolo ha proliferato. Chiusi oggi nelle riserve a loro dedicate, sono condannati ad un lento esaurirsi, inghiottiti dal sistema estraneo che li comanda, che li sfrutta, che li odia.

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Venezia 10/09/2008
L’affresco di un mondo alienato
“Parc” di Arnaud des Pallières (Orizzonti)

di Silvana Lagrotta



Tratto dal magnifico romanzo di John Cheever, Bullet Park, il film di Arnaud des Pallières, presentato nella sezione “Orizzonti”, è la reinterpretazione e la rilettura francese degli inquietanti e raccapriccianti inferni residenziali statunitensi raccontati dallo scrittore americano. L’inaspettato epilogo del romanzo fa venir voglia di rileggere il libro tutto d’un fiato, per rivedere e riconciliare quei latenti rapporti umani alla luce della follia che vi si celava e che sarebbe giunta, inesorabilmente, a sconvolgere le ignare esistenze dei protagonisti.

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Venezia 10/09/2008
La povertà vista con gli occhi di un bambino
“Los Herederos” di Eugenio Polgovsky

di Silvia Aufiero



Presentato nella sezioni Orizzonti il documentario Los Herederos, di Eugenio Polgovsky, trascina delicatamente lo spettatore nella misera realtà dei bambini messicani.
Al suo primo lungometraggio, il regista insegue gli sguardi e i gesti di queste piccole creature durante una giornata di lavoro come tante, destinata a ripetersi all’infinito, nel circolo della vita che fu prima dei nonni e dei genitori. Sembra non ci sia la possibilità di un futuro diverso per questi bambini, esperti nell’ “arte” del telaio, nella raccolta di pomodori, legna e giunchi, nella produzione di mattoni: ricoperti dalla polvere e dal fango fin dai primi anni di vita, questi sono gli unici paesaggi a cui i loro occhi siano abituati.



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Venezia 10/09/2008
Cronache di guerra in diretta dall’Iraq
The hurt locker”di Kathryn Bigelow

di Silvana Lagrotta

È vero, la polemica impazza: “Venezia agonizzante” distilla con il contagocce lo starsystem  per il suo red carpet mentre la crisi si fa ancora più palpabile tra le righe del cartellone. Ma proprio nell’anno in cui si è posata la prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema si vive un’edizione egualmente cinefila e, tra le proiezioni parcamente divise nelle sale della mostra, il pubblico ha assistito a uno di quei film che ci si aspetta di vedere sui grandi schermi veneziani.

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Venezia 08/09/2008
I problemi della diversità in un paesino della Repubblica Ceca
“Venkovsky Ucitel (A country Teacher)” di Bohdan Slama

di Orazio Leotta



Un giovane e brillante professore di Praga decide di trasferirsi in un anonimo paesino della campagna ceca per dimenticare un amore finito male e per sfuggire ai pregiudizi che accompagnano il suo essere &ldquo;diverso&rdquo;, la sua omosessualit&agrave;.<br>
Il preside della nuova scuola &egrave; perplesso circa la sua scelta, non capisce come si pu&ograve; abbandonare la capitale per trasferirsi in un posto dove invece chi ci vive abitualmente vuole andare via.

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Venezia 08/09/2008
“La fabbrica dei tedeschi”
Sullo schermo l’orrore della tragedia alla Thyssenkrupp

di Michela Manente

Cronaca di sette morti annunciate. Non si intitola così, ma potrebbe, il docufilm di Mimmo Calopresti presentato nella giornata dedicata dalla Mostra del cinema di Venezia al dramma delle morti sul lavoro. “La fabbrica dei tedeschi” è il racconto dell’incidente alla ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni di Torino in cui, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, un incendio divampò e sette operai persero la vita.

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Venezia 29/09/2008
Contraddizioni a Teheran
“Tedium” di Bahman Motamedium

di Valentina Cauteruccio


Teheran oggi. Non molto dissimile da ieri, nelle sue contraddizioni viene rappresentata nel primo lungometraggio di Bahman Motamedian presentato a Venezia come film a sorpresa.

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Venezia 22/09/2008
Teza: storie segrete d’Africa e d’Europa
“Teza” di Haile Gerima

di Roberto Pirruccio



La vita di Anberber è la storia di due paesi scossi nelle viscere dalle trasformazioni politiche. Terre d’amore e di sconfitte, Germania ed Etiopia.
La prima, quando è giovane e ambizioso, è la sede dei suoi studi medici e della formazione della sua mentalità progressista. La seconda è madre e figlia, dalle campagne dove nulla accade fino all’invivibile regime imposto da Mengistu su Addis Abeba.

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Venezia 22/09/2008
Una settimana particolare
“Una semana solos” di Celina Murga

di Antonio Ippolito



In questo film, presentato nella sezione collaterale “Giornata degli Autori”, la regista di “Ana Y Los Otros” (Venezia 2003) ci racconta della complessità dei rapporti sociali e delle difficoltà del tracollo del sistema dirigente argentino.

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Venezia 08/09/2008
Un matrimonio per scavare in fondo al cuore
“Rachel Getting Married” di Jonathan Demme

di Annalisa Colavito


Una matrimonio fuori dal comune, un momento di grande unione familiare e la confessione dolorosa della protagonista strappa lacrime in casa e lascia tutti esterrefatti.
Un altro modo di intendere le nozze, quelle di Rachel: un lungo week-end pre-matrimoniale fa incontrare e scontrare i familiari degli sposi, finalmente torna a casa Kim, dopo un periodo abbastanza lungo di riabilitazione.

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Venezia 14/09/2008
Generazioni allo specchio
“Eve” di Natalie Portman ha aperto la sezione Corto Cortissimo

di Silvana Lagrotta

Bella, incantevole, radiosa. L’abbiamo conosciuta, esile e malinconica Matilda, in Leon, del regista gimmick nonché conturbante scrittore francese Luc Besson. Troppo piccola per essere grande e troppo grande per essere piccola, ma da allora Natalie Portman è cresciuta ed eccola ora, bravissima attrice, cimentarsi anche nell’arte della regia con il suo primo esperimento cinematografico, per modo di dire, un delicato cortometraggio (fuori concorso) che quest’anno ha aperto la sezione Corto Cortissimo di Venezia dedicata al suadente fascino dei cortometraggi.

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Venezia 14/09/2008
Due linee e una croce sopra“Two Lines” di Selim Evci
di Ludovica Gazzé



“Two Lines” è un film pretenzioso. Il giovane regista Selim Evci costruisce un'opera internamente coerente, fatta di parallelismi e rimandi, fili rossi che si sfiorano senza toccarsi mai, come le linee del titolo evocano. Eppure tutta quest’imponente architettura è troppo in primo piano, troppo evidente, e invece di suggerire discretamente, come dovrebbe, il significato ultimo del film, una storia di incomunicabilità, lo spiattella in pieno schermo. E si sa che allo spettatore non piace essere trattato come uno stupido.

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Venezia 10/09/2008
Thyssenkrupp Blues, una storia mai scritta
Il documentario di Pietro Balla e Monica Repetto

di Silvia Aufiero

Le riprese iniziano nel maggio 2007. L’11 giugno Carlo Marrapodi, giovane operaio presso la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni di Torino, riceve un telegramma in cui gli viene preannunciata la sua cassa integrazione.

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Venezia 10/09/2008
Una commedia napoletana alla Almodovar
“Il seme della discordia” di Pappi Corsicato

di Andrea Curcione



Dopo sette anni di assenza dal cinema (il suo ultimo film è stato “Chimera” del 2001) il regista quarantottenne napoletano Pappi Corsicato, cha aveva già partecipato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1995 con il film “I buchi neri” e nel 1997 con il film collettivo “I Vesuviani”, ha ora presentato in concorso il suo ultimo lungometraggio “Il seme della discordia”, una commedia colorata che dichiara aver tratto ispirandosi liberamente al racconto del drammaturgo e poeta tedesco Heinrick von Kleist “La marchesa von O” (1808) e al film che realizzò il regista francese Eric Rohmer (“La marchesa von…”) nel 1976.

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Venezia 10/09/2008
“Romanzo” di formazione in un mondo ancora intatto“L’apprenti” di Samuel Collardey 

di Silvia Aufiero

Può la campagna francese nell’alto Doubs (Est della Francia) fungere da sfondo alla formazione di un giovane ansioso di crescere? Samuel Collardey, al suo esordio alla regia di un lungometraggio, in L’apprenti (vincitore del premio come miglior film nella Settimana Internazionale della Critica a Venezia) racconta la storia di Mathieu Bulle: un ragazzo di quindici anni che vive con la madre operaia e separata, studia in un istituto agrario, è ansioso di imparare.

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Venezia 10/09/2008
Una pesciolina nel mondo delle favole

Gake no ue no Ponyo  
(Ponyo on the Cliff by the Sea)
di Hayao Miyazaki

di Andrea Curcione



Un delicato e originale film d’animazione è stato presentato in concorso alla 65. Mostra del Cinema di Venezia. Si tratta di “Gake no ue no Ponyo” (Ponyo sulla scogliera) del sessantasettenne regista giapponese Hayao Miyazaki, autore già noto al pubblico italiano

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Venezia 08/09/2008
A Kabul un tassista alle prese con un neonato abbandonato
“Kabuli Kid” di Barmak Akram

di Orazio Leotta

A Kabul una donna completamente avvolta in un burqa abbandona sul sedile di un taxi un neonato maschio. Quando il cliente successivo fa notare l’insolita presenza del bambino il tassista si mette alla disperata ricerca della madre; operazione alquanto difficile nei pressi del mercato di Kabul con strade affollate e donne che sembrano tutte uguali.

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Venezia 08/09/2008
Ironia e divertimento dalla Malesia

“Sell Out” di Yeo Joohan

di Mariagiovanna Andrigo



È difficile fare un buon “musical” fuori dagli schemi, ma il trentasettenne malese Yeo Joo Han supera qualsiasi aspettativa, regalandoci una pellicola decisamente molto più divertente della media dei film che si vedono al Festival del cinema di Venezia. Come in “Jay” di Francis Xavier Pasion, anche qui ci si focalizza sul rapporto dei media con il pubblico e, più genericamente, sul rapporto tra le sfere alte del potere e chi ci sta sotto.

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Venezia 08/09/2008
“The Wrestler” vince il Leone d’oro
Vittoria di un film americano

di Alessandro Cuk

Quest’anno il Leone d’oro della Mostra di Venezia vola in America. Dopo tre successi consecutivi cinesi, nella 65. edizione la giuria, presieduta da Wim Wenders e composta da Juriy Arabov, Valeria Golino, Douglas Gordon, Lucrecia Martel, John Landis, Johnnie To, ha deciso di assegnare il premio più ambito al film di Darren Aronofsky “The Wrestler”.
In un’edizione dove il livello medio delle opere in concorso è stato più basso del solito, non c’era un film che si staccava dagli altri e la giuria ha messo d’accordo tutti distribuendo i premi ai film più significativi, ad eccezione, probabilmente, di un altro film americano “Hurt Locker” di Katryn Bigelow, intensa incursione all’interno della guerra in Iraq.

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Venezia 29/09/2008
Girovagando per il Kashmir
“Zero Bridge” di Tariq Tapa

di Valentina Cauteruccio



Zero Bridge è il nome del ponte che delinea i confini del Kashmir, il ponte dove inizia e si conclude la storia di Dilawar, un ragazzo diciassettenne che sogna la libertà e un futuro lontano dal suo paese d’origine. A contornare questo desiderio arriva Bani che, con la sua differenza di età, gli prospetta il suo passato in America come unico momento di vera libertà.

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Venezia 22/09/2008
Una storia tra voyeurismo e ossessione
“A Erva do Rato” di Jùlio Bressane

di Sarah Revoltella



A Erva do Rato traducibile con “L’erba del topo” è l’ultimo lavoro del regista brasiliano Jùlio Pressane. Il film, la cui struttura onirica avvalora il carattere fortemente sperimentale del regista, è carico di simboli che si compiono e si disfano con il procedere surreale della vicenda.

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Venezia 22/09/2008
Un poetico documento autobiografico
“Les plages d’Agnès” di Agnès Varda

di Sarah Revoltella



Una spiaggia del nord disseminata di specchi è l’inizio di Les plages d’Agnès il documentario autobiografico di Agnès Varda, una sorta di collages della memoria, grazie al quale l’artista ripercorre i momenti fondamentali della sua vita.

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Venezia 15/09/2008
Una tenera storia francese
“Stella” di Sylvie Verheyde

di Rita Andreetti



Felicemente collocata tra le file drammatiche dei film veneziani, quest’opera francese di una regista giovane ma non esordiente, è un’iniezione di tenerezza e speranza sul futuro.
Stella, infatti, è un’adolescente di una Parigi affollata e disomogenea: i suoi genitori sono una coppia giovane ed alternativa, che gestisce un bar e una pensioncina. Gli ospiti di questi esercizi adottano la ragazzina regalandogli a turno un po’ di sapere, per quello che è nelle loro possibilità: il juke-box, il flipper, le carte… Stella quindi cresce in un mondo di ingenuità a stretto contatto con un settore di adulti scomodo al mondo e alle sue leggi di integrazione necessaria.

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Venezia 14/09/2008
Incontri ravvicinati tra le dune“Un altro pianeta” di Stefano Tummolini
di Ludovica Gazzé



Sembra di stare davvero su un altro pianeta rispetto alla qualità media delle Giornate degli Autori, a vedere il film di Stefano Tummolini. Girato a bassissimo costo, il che non sarebbe male, sembra però un video delle vacanze. E passi per la fotografia non eccelsa e poco raffinata, ma anche la sceneggiatura lascia davvero a desiderare. Tre amiche e un amante cinquantenne in gita al mare, ed ecco che la più gallina di tutte attacca bottone con Salvatore, l'uomo dell’asciugamano accanto.

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Venezia 11/09/2008
Il lottatore solitario
“The Wrestler” Darren Arenofsky

di Ludovica Gazzé



Randy the Ram, un lottatore di wrestler di uno dei tanti circuiti indie, è alle prese con il lento logorio del proprio corpo, lui che era un eroe, negli anni ‘80, di uno degli sport più fisici che ci sia. Gli dicono che è il caso che smetta, e lui prova a rifarsi una vita, o almeno a riprendere in mano le fila di quella che ha già.

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Venezia 10/09/2008
Un duetto d’emozioni
“Goodbye Solo” di Ramin Bahrani

di Leonardo Petrucci



North Carolina, giorni nostri.
Una notte qualunque, nel taxi del senegalese Solo, sale William un vecchio misterioso che progetta il suicidio. Amichevole ed altruista, Solo cerca di sviare William, entrando a capofitto nella sua vita e stringendo poco a poco un’amicizia che cambierà entrambi.
Un film essenzialmente triste, rallegrato dal carisma del protagonista - che si chiama Souleymane anche nella vita vera - e tenuto saldo da una regia funzionale, piena di ritmo e passione per i personaggi.

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Venezia 10/09/2008
Microstorie norvegesi
LØNSJ (Cold Lunch) di Eva Sørhaug

di di Leonardo Petrucci



A Oslo, Christi è un bizzarro studente universitario che non paga l’affitto, che sa solo chiedere soldi in prestito ed aggiustarsi la falda sulla fronte. Nel suo stesso quartiere vive Heidi, da poco mamma, da tempo moglie succube di un marito represso ed ingrato, del quale lei comunque non riesce a percepire i lati negativi, subendo una serie di ingiustizie. E poi c’è Leni, mitissima ragazza dagli occhioni tristi appena rimasta orfana di padre.
Intorno a questi tre personaggi ruotano altrettante situazioni al limite, che velano Cold Lunch (questo il nome del ristorante in cui va a lavorare Leni) di amarezza.

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Venezia 10/09/2008
Metti un ferragosto a pranzo
Il film più applaudito della Mostra:
“Pranzo di Ferragosto” di Gianni Di Gregorio

di Ludovica Gazzè



L’ironia sul Leone del Futuro sessantenne è già stata fatta. Non ci interessa nemmeno trarne delle conclusioni sullo stato di salute del cinema italiano. Prendiamo atto che ci si può svegliare un mattino e improvvisarsi registi, almeno se si è collaborato, come sceneggiatori e aiuto registi, con un grande artista all'apice della propria carriera come Matteo Garrone, il quale decide persino di produrci il film. Film a basso costo, peraltro, perché come in cucina, al cinema quel che basta è l'inventiva, un’idea originale portata a termine con coerenza e amore.

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Venezia 08/09/2008
Per la televisione il dolore fa spettacolo
« JAY » di Francis Xavier Pasion

di Mariagiovanna Andrigo



Come ogni anno, la sezione Orizzonti del Festival di Venezia si rivela ricca di film dalle tematiche controverse e profonde; ne è un valido esempio “Jay” di Francis Xavier Pasion.
Tra le diverse cifre che stanno caratterizzando il nuovo millennio, simbolica è quella che vede un rapporto sempre più stretto tra il mondo dei mass media e quello della massa, della gente, del popolo spettatore.

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Venezia 06/09/2008
Nel giardino dell’azzardo
Vegas: Based on a True Story

di Rita Andreetti



La storia vera a cui Vegas si riferisce è quella di tutti coloro che sono stati trascinati dal richiamo del gioco e dei suoi spaventosi effetti.
Eddie Parker è un padre di famiglia, schiavo delle slot machines; Tracy è sua moglie, una rigorosa Nancy La Scala, e Mitchell è il loro figlio, qui costretto a diventare adulto prima del tempo.

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